Credo di essere morta dentro. Credo di essermi nascosta nel mio angolo di paradiso che ho costruito.
Credo che non troverò mai quello che cerco, che quello che cerco è incarnato nel nome di Luca e che nessun'altra anima della terra avrà la capacità di rapirmi e di conquistarmi.
Credo che se non posso vivere questo amore che mi brucia l'anima, che mi danna, che mi fa fare cose straordinarie, non ha senso continuare a cercare in giro, perchè qualsiasi cosa io possa trovare non sarà mai all'altezza delle mie aspettative.
Ogni volta che ascolto musica vorrei chiamarlo e dirgli "tieni, senti questo pezzo, non è incredibile? Ti fa battere il cuore a mille come a me? Ti fa vibrare lo sterno dentro come succede a me?"
E ogni volta che penso di fare un viaggio vorrei avere lui come compagno di viaggio. Perchè mi sono sempre immaginata un viaggio con lui, con la nostra musica, con momenti alternati di chiacchierate intense, risate, ma anche silenzi...quei silenzi dove non c'è bisogno di parlare perchè due persone sono talmente vicine che non c'è necessità alcuna di parole.
E sono ancora qui. Con poco entusiasmo.
Non lo cerco, non gli scrivo, ma lo penso costantemente.
E avere preso la decisione di scendere a Roma.
E avere la paura fottuta di scendere a Roma. La stessa città dove potrebbe stare lui.
E in ogni tempo e in ogni meta ho sempre puntato a lui.
Ora ne sono certa.
E' qualcosa che forse in pochi potrebbero capire.
Ho iniziato a cercare proprio lui anni prima di trovarlo.
Doveva essere qualcuno che amasse la musica. Ma Massimo non era all'altezza.
Doveva essere qualcuno che amasse il Surf, ma Giorgio proprio non lo considerava neanche.
Doveva essere qualcuno che non avesse paura di viaggiare, che avesse quel pizzico di lucida follia e i coglioni di staccarsi da casa e dal conosciuto e noto per esplorare il mondo. E Christian non aveva i coglioni.
Doveva essere qualcuno che non parlasse tanto per parlare e per dare aria ai polmoni, ma che parlasse al momento giusto e che sapesse quando stare in silenzio. E Simone non faceva che parlare e ubriacarmi di parole.
Doveva essere qualcuno che amasse la fotografia come il sangue che ti circola nelle vene.
E per nessuno dei ragazzi con cui sono stata più o meno seriamente la fotografia era tutto questo.
E poi è arrivato l'anno 2007. E io l'ho trovato. E anche se ero assorta da altri pensieri, problemi, anche se nella vita facevo altro, ho preso il suo blog e l'ho rinchiuso in un cassetto, conscia che prima o poi sarebbe arrivato il suo tempo.
E non sono mai stata in tempo. Sono sempre arrivata in ritardo o in anticipo.
Ed è per questo che non è successo.
Ma la domanda che continuo a pormi è la seguente: se il mio cuore continua a puntare a lui, se la mia testa continua a pensare a lui, non sarà che forse sia lui davvero la mia anima gemella, la mia meta della vita, la mia ricerca, il mio fine?
Io continuo a dire di si, continuo a credere di si, nonostante abbia mollato il colpo, nonostante abbia deciso di non sentirlo, di non cercarlo, di non provocarlo.
Io continuo a credere che qualcosa dentro di me abbia visto benissimo cosa volevo in questa vita e l'abbia visto chiaramente in lui.
E continuo a credere che il mio sesto senso, il mio GPS interno, la mia bussola non siano andati a puttane, ma siano allineati esattamente con qualcosa che è già stato programmato e deciso tempo addietro.
Poi c'è chi mi dice che combatto contro i mulini a vento come Don Chisciotte e che la mia causa o crociata o ricerca è una di quelle cause perse, che ti fanno buttare via tempo ed energie per nulla.
E io non so cosa fare. Non so cosa fare.
Vorrei avere solo una possibilità di incontrarlo. Solo una. Solo una per capire tante cose. Capire se vedendolo dal vivo mi potrebbe battere il cuore fuori dallo sterno. Capire se vedendolo dal vivo potrei provare quella sensazione di benessere e gioia e pace e serenità che si prova dopo aver superato lunghe peripezie e sfide.
Fatto sta che sento la sua mancanza. Nell'aria, nelle righe che leggo e scrivo, nella musica, nei miei sogni, in ciò che faccio tutti i giorni.
Lui è stato credo l'unica persona ad accendere tutta la parte scintillante, creativa, migliore di me.
E solo l'universo sa il vuoto che ho in fondo al cuore.
Un vuoto che non potrà mai essere colmato.
E solo l'universo sa come io preferirei vivere una storia anche breve e tormentata, ma viverla, invece che sognarla e continuarmi a chiedere se fosse mai stata la persona giusta per me.
E solo dio sa quanto ho bisogno di trovare la persona giusta per me.
Se tutto questo è ciò che senti davvero per Lui...devi andare fino in fondo. Risentirlo, rivederlo, dichiarare ciò che provi.
RispondiEliminaE' difficile capire se e quando incontriamo l'uomo/la donna della nostra vita. Non sempre capita, ma a volte sì. E spesso avvine e al momento sbagliato e nel posto sbagliato. Ma la cosa peggio è avere rimpianti.
Si deve fare tutto il possibile, anche combattere una battaglia che sempre già persa.
Ne sarà comunque valsa la pena.
La mia battaglia l'ho combattuta per 5 anni. Per 5 anni ho avuto modo di comunicare con lui solo in modo virtuale, via blog, via sms, via internet e non sono riuscita mai a vedere questa persona dal vivo.
RispondiEliminaPer 5 anni gli ho aperto la porta del mio cuore, detto chiaramente cosa provavo, ma che piuttosto che non averlo nella mia vita reale, mi bastava anche un'amicizia.
Purtroppo lui ha sempre risposto con un due di picche. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
Non posso continuare a rincorrere un fantasma. Anche se è un gran bel fantasma. Unico nel suo genere. Ad un certo punto mi devo arrendere e aprirmi a nuovi orizzonti. E guarire le ferite del passato. E pensare che prima o poi troverò qualcosa di adatto anche per me.
Scusa, ma questo.."dettaglio".. mi era sfuggito. Beh, cinque anni di rapporto meramente virtuale non sono sostenibili. Incontrarsi nel reale è fondamentale, altrimenti si può instaurare solo una strana e difficile "amicizia".
RispondiEliminaTroverai certamente ciò che ti renderà felice...