sabato 25 febbraio 2012

E così ieri mi hai mostrato parte del tuo mondo. E' stato un caso, una coincidenza. Ma anche se fosse, mi hai chiesto di restare, per tutta la giornata, per tutta la serata.
Sono stata benissimo con te e i tuoi amici. Ma rimane sempre un ma. Sei sposato. 
E il che non significa essere impegnati solo ufficiosamente, ma anche ufficialmente.
E il che significa che tutta l'attrazione che c'è stata in questi mesi deve rimanere assopita e ferma dove è.
Perchè non me la sentirei mai. Di essere l'amante di turno mi è già capitato. Ma non potrei mai e poi mai intromettermi in una coppia sposata.
Non so cosa ci sia esattamente tra te e lei. Non so quanto tu possa essere felice o stanco del tuo matrimonio, ma io non voglio essere la via di fuga, l'alternativa del momento, quella che...
E così sto al mio posto. Non faccio nulla ed evito qualsiasi compromesso.
Però sappi che passare una giornata con te e i tuoi amici, nel tuo mondo, è stato fantastico.
Indubbiamente se tu fossi libero, saresti già mio. Non avrei perso tempo.
Ma così no. Proprio non posso e non voglio.
E mi hai chiesto del Giappone, se  ho intenzione di andare a visitarlo. E ti ho risposto che si, sicuramente un giorno ci vorrò andare...e quando me lo hai chiesto non ho capito subito che ci vuoi andare entro la fine dell'anno...e dirmi che tua moglie non ti seguirà, e chiedermi se ci voglio andare ma senza chiedermi se ci voglio andare con te...con me stai danzando una danza pericolosa e tu lo sai...perchè ritrovarci io e te in un viaggio, lontani da casa tua, lontano da lei, sarebbe la scenografia perfetta per far succedere qualsiasi cosa.
E non credo che ci sia solo attrazione tra noi due. Siamo due persone con testa e tanto cuore. E sono sicura che ci siamo piaciuti fin dall'inizio.
Ed è per questo che la tua non proposta ma pulce nell'orecchio mi pesa come non mai.
Perchè davvero, qui o li, in qualsiasi posto, spendere del tempo con te è magnifico. E le tentazioni sono illimitate e infinite.
E ho visto ieri come mi hai guardata mentre lei ti parlava. Ho visto.
E ho visto quando lei ti ha chiamato al telefono per farti tornare a casa...io ho fatto finta di nulla, ma in realtà ho colto tutti i dettagli...
E cavoli...cammineremo sempre sul quel filo del rasoio, con il rischio e la voglia che accada qualcosa, con la paura di ferire altre persone, con la consapevolezza di una situazione davvero pesante da gestire.
E tu sei una bella persona ed essenzialmente credo che lo sia anche lei.
Ed è per questo che è tutto complicato e difficile. Ed è per questo che tra noi è meglio che nasca e ci sia solo dell'ottima amicizia.
Perchè varcare quella linea significherebbe far crollare il tuo mondo, far crollare il mio, ferire delle persone e non avere la sicurezza di nulla.
E così di te conserverò delle fotografie.
E così di me conserverai una borsa.
E così non ci scorderemo mai l'un l'altra.

giovedì 23 febbraio 2012

Sono morta, distrutta e a pezzi. Ho iniziato a lavorare, ma un conto è pulirsi casa per se stessi, un conto è pulire casa per gli altri.
Non so perchè ho voluto iniziare così, facendo la cleaner.
Forse per ricordarmi da dove vengo, forse per ricordare i sacrifici che mamma ha fatto quando io ero piccola, forse per tenermi in costante moto...fatto sta che ho la schiena a pezzi...ma passerà tutto, come sempre.
Urge staccare per un po' dagli italiani: non ci riesco, neanche cercando di isolarmi. Alice è via da due giorni e mi ha già chiamato 3 volte al cellulare e 2 su skype. Io ho bisogno di trovarmi un trombamico che parli solo inglese...sano sesso e via con l'inglese...UFFFFFFFFFFFFFFFF.
Mannaggia. 
Paul come al solito non si è fatto sentire. Tremila propositi, facciamo qui, andiamo la, e poi il vuoto assoluto. E' inaffidabile come non mai.
Sabato però Surry Hill e via di BMX contest e tante fotuzze come piaciono a me.
Devo sentire Haruka e capire come/dove/quando beccarci...
Voglio un massaggiatore personale.
Vah...andiamo a scivolare a nanna, che è meglio...

domenica 19 febbraio 2012

E così questa sarà l'ultima notte di Alice a Sydney. Oggi ci siamo alzate abbastanza tardi rispetto al solito...dieci e mezza suonate...caffè e un succo e via...a recuperare il cellulare di Alice dagli istruttori di surf, pranzo veloce con due roll di sushi, due spese veloci per due cosine per il bagno, e ancora casa e finire di sistemare e ammucchiare le cose che porterà e lascerà a casa del suo ex (solo lei è stata capace di venire qui dopo aver smollato un tipo, di essere raggiunta dal tipo, di non calcolarlo nel suo tran tram quotidiano e di poi smollargli cose superflue prima di partire per la farm...).
Più tardi cena con i coinquilini colombiani...
Domani invece sarebbe la mia ultima notte nell'altra casa e avevo promesso che sarei tornata a dormire di la per l'ultima notte...ma in tutto questo non ho messo in conto che domani sera c'è aperitivo con Jacopo che è arrivato settimana scorsa dall'Italia e che il tutto inizia alle 7...cioè io non ce la faccio più non riesco a dividermi in mille...andrà a finire che mi toccherà cenare con ex coinquilini, uscire al volo a raggiungere gli altri e poi tornare nella vecchia casa per l'ultima nanna...ora come ora l'unica cosa che vorrei fare è sdraiarmi e svenire su una spiaggia deserta...sono a pezzi...poi appena Alice e Max alzeranno le tende, giuro che torno a ritmi di vita più regolari e stabili, tipo: studiare, nuotare, sport, e forse anche un lavoro part time serale....il tempo mi sta volando che è una meraviglia. Da quando ho finito scuola a gennaio, mi sembra siano passate mille settimane, e invece no, solo tre, di cui quasi tutto il tempo in giro ad organizzare, fare, sbrigare, disfare....va bhe che dopo la fine della scuola ho speso una settimana in sbatte burocratiche per visto e iscrizione università, va bene che ho speso una settimana in un trasloco, ma ho dei buchi in quello che rimane dei giorni....starò invecchiando, che ci posso fare?
In Italia gli ex chiedono quando torno...sinceramente se non fosse per rinnovare una patente internazionale, prendere due cose due e salutare a casa,  non programmerei neanche di tornarci...non mi va di spendere tempo li....devo riprendere a scrivere in inglese....non sono ancora al livello di poter padroneggiare due lingue...se parlo e sto troppo con gli italiani, poi il mio cervello va in black out e non pensa più in inglese....uffff.....quanto vorrei essere bilingual....che invidia i bimbi che crescono parlando più lingue contemporaneamente....giuro che il giorno che deciderò di avere figli, loro dovranno imparare l'inglese fin da subito.....
Altre news in arrivo? No...stranamente non sono neanche così riflessiva come al solito...sto bene, presa nelle mie cose e nella mia nuova vita....vedremo più avanti....per ora è poco e tutto...resta il fatto che son così felice per l'Università che davvero, a volte mi sembra di avere le ali ai piendi....

sabato 18 febbraio 2012

E così faccio un trasloco.
E così mi sono trovata un appartamento in pieno centro, a Darling Harbour, con due ragazzi colombiani molto bravi.
E così nei giorni scorsi mi sono portata qui, piano piano, quasi tutte le mie cose.
E così non avrò più una camera singola, ma dovrò presto condividerla: forse con Haruka, la ragazza giapponese che viveva con me nella precedente casa.
E' venuta venerdì a vedere l'appartamento e sembrava molto interessata.
Ho ripulito camera da cima a fondo: non era sporca, sia chiaro, ma quando entro in una nuova casa, devo marcare il mio territorio partendo dalle pulizie molto dettagliate fino a sistemare le mie cose ordinatamente.
I ragazzi sono abbastanza ordinati, ma non sanno che settimana prossima ho intenzione di ripulire accuratamente anche la living room e la cucina!
E' più forte di me: sono donna, mi piace la pulizia, l'ordine e la casa splendente e profumata.
In questi giorni in casa c'è a dormire un loro ex coinquilino: Max. Russo, biondo e occhi azzurri e un fisico da paura. Un altra bellezza nordina. Molto caloroso (a differenza di quanto di possa pensare degli uomini del nord) e se non la smette di girare per casa a petto nudo e con jeans slacciati, va a finire che gli salto addosso... eh, sono fatta anche io di carne, mica solo di cervello, buoni propositi, impegno e così via...
In questi giorni la casa è un vero porto di mare: Alice si è trasferita qui per tre notti e dorme in camera con me nel letto ancora libero. Martedì sera parte per la Gold Cost e chissà poi quando ci rivedremo.
I ragazzi hanno ospite Max e un altro loro amico e così in soggiorno ora stanno dormendo Alvaro e Max sul divano.
Ieri sera dalla finestra ci siamo guardati i fuoci d'artificio. Ogni sabato sera, per una ricorrenza piuttosto che per un altra, a Darling Harbour fanno i fuochi. Non eclattanti come quelli dell'ultimo, ma neanche male.
Ho bisogno di recuperare del caffè (che ho lasciato nell'altra casa) e di sedermi vicino alla finestra a fumare...ma non posso...i ragazzi dormono...Maz è proprio vicino alla finestra...meglio evitare le tentazioni appena svegliati al mattino...
Ora mi manca solo di portare l'ultimo borsone (con pochissime cose) e ho finito il trasloco...le ultime sbatte che mi rimangono da fare sono far revisionare la vespa rossa, pagare la tassa di circolazione e trovarmi un lavoro part time....
Da mercoledì avrò decisamente tempo...
Il ragazzo si è appena svegliato....scusate....bava che cade per terra....mioddio......meglio chiudere va.....

lunedì 13 febbraio 2012

A volte i sogni si avveranno: parte due

Tornare a Sydney città dopo un week end incredibile mette tristezza. Mi sto preparando per un altro trasloco. La casa è figa e in Pyrmont, ma ho paura che non ci rimarrò a lungo. Dover condividere camera non mi piace per il semplice fatto che di notte, quando dormo, non ho voglia di persone che possano accidentalmente svegliarmi...stessa cosa al mattino, con le sveglie...comunque...un passo alla volta. Mi è arrivato il visto studente della durata di 3 anni e mezzo....fa paura a pensarci....scadenza: agosto 2015! Faccio in tempo a vivere, morire, rinascere, sposarmi, avere figlie e morire ancora. L'unica cosa positiva, che mi sorregge in tutto questo, è sapere che frequenterò l'università di fotografia. Il mio grande sogno. 
Sono a volte spaesata e confusa, perchè per quanto si possa dire, a volte mi sale un senso di vuoto allo stomaco. Ma sono fiduciosa nel mio futuro e so che ovunque andrò e qualsiasi cosa farò, troverò belle persone, in gamba, disponibili, sensibile e affidabili. 
Ed è questo il mood in cui voglio vivere. Ne più, ne meno.
Sto rispondendo anche ad una serie di annunci di lavoro: non sono certo con il culo per terra, ma devo iniziare a lavorare.
Mi manca di fare la revisione della vespina rossa e di pagare la tassa di proprietà e circolazione e poi ho quasi finito le sbatte burocratiche.
Alice partirà per la farm martedì prossimo e così mi sentirò un po' più sola.
Ho altri amici in città, ma lei è la persona con cui ho più legato.
Tra un mese riprenderò la scuola con il corso accademico di inglese e quindi avrò meno tempo per pensare. Resta il fatto che è sempre tutto nuovo e non ci si abitua mai.
Non ho più tempo di scaricare musica (un po' davvero la mancanza di tempo, un po' anche le connessioni internet che qui sono molto più lente) e mi sono persa il concerto di Feist volontariamente: non me la sentivo di andarci da sola, mi avrebbe fatto salire troppi gropponi in gola e in questo momento di altri nuovi cambiamenti ho bisogno di stabilità emotiva e non di rivangare il passato.
Per il resto che dire? Chi vive vedrà...
Vorrei iniziare a scrivere in inglese, ma mi sento ancora insicura per pubblicare in inglese i miei pensieri...a volte mi sembra di fare progressi enormi, altre volte mi sembra di tornare indietro...è proprio strano come funziona il cervello umano...

E io vorrei solo spegnerlo e vivere tutto solo con il cuore...come sempre.


domenica 12 febbraio 2012

Ogni tanto i sogni diventano realtà...

Torno da un week end di fuoco e fiamme. Un week end di cui necessitavo per prendere una boccata d'aria. Un week end strepitoso in cui ho provato per la prima volta a stare su una tavola da surf. Siamo partiti in 25 persone...molti italiani, purtroppo, ma anche stranieri. Siamo stati a nord di Sydney, a Seal Rocks, una riserva naturale fantastica, dove si incontrano un lago e l'oceano. Campeggio bello spartano e selvaggio, bungalow con camere piccolissime a sei posti con letti a castello, tendone sotto cui fare colazione e cena comune...
Siamo partiti venerdì sera e tornati domenica sera...non sono mancate le risate, i canti, le sbronze, il sole, le scottature, le abrasioni e le fiacche sulle mani.
Già il viaggio di andata la diceva lunga su come sarebbe finito il nostro week end di surf. La ragazza che ci ha accompagnato facendo da animazione ci ha fatto comprare da bere dopo neanche mezz'ora che eravamo partiti da Central Sydney...persone che si sono comprate casse intere di birra e lei che si è comprata giusto giusto della vodka e del lemon con cui poi ci ha fatto gareggiare a chi beveva lo shottino il più velocemente possibile...il viaggio di andata è sempre il migliore, perchè non sai mai cosa succederà e perchè ti carichi di aspettative fantastiche, di sogno, di voglia di divertirti, di stare con le persone a bere e sparare cazzate, di stare su una tavola anche solo per 5 secondi pensando di aver domato l'oceano (ahahahah, che cosa assurda questo pensiero) e di qualsiasi aspettativa che non sia stare nella grigia e piovosa Sydney da tipo 4 mesi...
Il viaggio si preannuncia più lungo del previsto. Ci fermiamo varie volte sulla strada per pisciare in mezzo ai campi (e quanto cazzo è strepitoso il cielo stellato fuori città) e fumare velocemente qualche paglia. Durante il viaggio cantiamo, gridiamo, facciamo gli scemi, scattiamo fotografie fuori fuoco e scure, ma siamo esaltati, carichi, pieni di adrenalina.
Arriviamo al campeggio con un ora di ritardo. Ci sistemiamo nelle varie camere, camere che non sono altro che piccole stanzette con solo dei letti a castello. Finisco in camera con Alice, la mia amichetta italiana che tra poco lascerà la city dopo 5 mesi per andare a lavorare in farm, con due ragazze tedesche (molto in gamba, una in particolar modo) e questo uomo del nord (cecoslovacco) bello come il sole, da togliere il fiato: un dio greco! Alto, muscoloso al punto giusto, occhi azzurri, capelli rasati e biondi, lineamenti perfetti...me lo ritrovo in camera con grande sopresa. Io mi piglio il letto in alto del letto a sinistra, lui si piglia il letto in alto del letto a destra: distanza tra i due letti, solo un metro. Appena lo vedo poggiare lo zaino sul letto penso che farò fatica a non saltargli addosso in un attimo di ubriachezza molesta.
Alle due, dopo esserci fatti la doccia, riusciamo anche a chiudere la porta di camera ed ad andare a nanna: fuori altri ragazzi continuano a bere e gridare e scherzare...l'eccitazione è alle stelle, ma sappiamo che il mattino seguente dobbiamo alzarci per le 7.00 e così ci addormentiamo belli sereni.
Ovviamente al mattino, appena suonano le sveglie e appena passano i ragazzi del campeggio ad aprirci le porte, siamo belli in coma. Ma l'idea di mettere i piedi su una spiaggia vera, deserta, naturale, è troppo forte e così corriamo tutti a lavarci e cambiarci. Colazione allegra e spessa sotto al tendone (uova, bacon, frittelle, latte, cereali, caffè, frutta, succhi...) finita la quale ci radunano per darci le mute...le mute per le ragazze sono troppo piccole e strette e persino le ragazze più piccole e magre ci rinunciano...indossiamo così vecchie mute per gli uomini, con tanto di spazio anteriore annesso che a noi avanza...ci sentiamo delle piccole balenottere nere, perchè sono leggermente grandi per tutti, ma la voglia di andare in mare è troppa...saliamo tutti a bordo del pulmino e ci portano a 10 minuti di strada dal campeggio, in una spiaggia lunga almeno 3 km, praticamente semi deserta.
Ci consegnano le tavole (ovviamente long board, alte, larghe, pesanti ma utili e necessarie per chi è alle prime armi) e ci dividono in due gruppi per darci i primi insegnamenti pratici di come salire sulla tavola e di come pagaiare con essa....facciamo delle prove sulla sabbia e sembra tutto così facile e così semplice...il prossimo step è imparare ad alzarsi sulla tavola nella posizione corretta. Sono 4 passaggi tutti semplici, ma che dovremmo riuscire a fare in perfetta sintonia e armonia....facciamo altre prove sulla sabbia e siamo gasatissimi....dopo mezz'ora, quando sembra che tutti abbiano capito i movimenti da fare, ci allacciamo la cavigliera e partiamo per entrare in acqua.
Sollevo la tavola, che non riesco neanche a tenere sotto braccio perchè troppo larga e pesante, con due mani e mi avvio felice verso il luccichio dell'acqua.
Entriamo tutti quanti, non curanti del freddo....la muta, anche se a mezza gamba e mezza manica, ci protegge dal freddo e dopo neanche 2 minuti siamo perfettamente ambientati.
Le onde, che all'inizio ci sembravano piccole e stupide, presto per noi diventano belle toste: per forza, siamo all'inizio, per quasi tutti è la prima volta che si prova e provare a pagaiare e a controllare la tavola con onde di 80 cm / 1 metro non è poi così semplice.
Ci vuole tantissima forza, soprattutto nelle braccia e nelle spalle, perchè spinngere e spingere per superare il punto in cui le onde si rompono non è così facile.
Io sono sempre stata una buona nuotatrice in acqua e non ho mai avuto paura delle onde e del mare in generale, ma sento che dovrò faticare parecchio per imparare a stare in equilibrio sdraiata sulla tavola e per arrivare anche solo a 30 metri dalla spiaggia.
Gli istruttori sono bravissimi e sono 3: due sulle tavole e uno senza, immerso fino al petto, che corre avanti e indietro lungo la linea della spiaggia per afferrare le tavole delle persone e aiutarle a spingerle oltre il punto in cui si rompono le onde.
Faccio fatica, molta fatica, e la prima ora la passo a lottare contro le onde, cercando di non cadere dalla tavola, cercando di non girarmi di fianco, cercando di superare quel punto di rottura dell'acqua, cercando di arrivare dove ci sono i più forti e gli altri due istruttori.
Dopo mezz'ora di fatica pura, arrivo in quel punto, riesco in qualche modo a girare la tavola, ma non riesco a cavalcare le mie prime onde...quando arrivano o scivolo giù dalla tavola o mi ribalto completamente....quasi tutte le ragazze sono messe un po' come me, tranne due spagnole che avevano già provato prima e che quindi avevano già idea di come muoversi e di cosa fare.
Dopo un'ora decido di uscire. Sono stanca, ho bisogno di prendere fiato e voglio scattare delle fotografie. Così passo l'ora prima di pranzo a fumare sulla spiaggia insieme a chi ha rinunciato a stare in acqua e a chi proprio non ci è voluto entrare. Faccio dei primi piani, fotografo la situazione generale e punto un occhio al mare e vedo il dio greco che se la cava benone, imperterrito e deciso a non mollare.
Alice mi fa morire. E' una massa di capelli biondi spinti avanti e indietro dall'acqua. Cade, si rialza, si rimette sulla tavola e riparte. E' fortemente ostinata e determinata a riuscire a cavalcare la sua prima onda....io invece sento che aver dormito solo 4 ore mi ha reso fiacca...non ho energie e piuttosto che sprecarle in inutili movimenti, preferisco riposarmi e riprovare dopo mangiato.
Verso l'una ci spostiamo nel parchetto prima della spiaggia e mangiamo un po' di sandwich e frutta. Nulla di eclattante, ma il giusto per recuperare sali minerali e idratarci. I due tecnici che filmano mi dicono che sono più nerd di loro perchè sto scaricando le fotografie sul mac...in realtà vorrei gridargli che i nerd sono loro, che io sono qui, in mezzo alla gente, che mi sto divertendo e sto facendo tutto quello che di bello c'è da fare...non sto assolutamente facendo l'autistica, anzi, ho fatto pochissime fotografie, segno che sono coinvolta nel surf e nella socialità con gli altri...
Dopo pranzo ritorniamo in spiaggia. Ancora in cerchio. Ora ci spiegano che le onde sono molto più alte e che quindi, per superarle, non possiamo solo spingere sulla tavola, perchè rischiamo di essere travolti. Ci spiegano come effettuare l'eskimo...direi che siamo già oltre alla semplice nozione basilare del porta la tavola in mare, salici sopra e prova ad alzarti...dopo le spiegazioni partiamo tutti per l'oceano con le nostre tavole. A questo giro riesco ad entrare bene, mi allungo alla perfezione sulla mia tavola, pagaio abbastanza bene senza perdere l'equilibrio e arrivo proprio dove sono tutti gli altri. Giro la tavola e sento le onde molto più gonfie sotto di me. L'istruttore mi dice: ready? Let's go! Punto i piedi sul retro della tavola, poggio le mani all'altezza del petto, mi alzo a ponte, porto la gamba destra davanti alla sinista, porto la sinistra in avanti e piego le ginocchia eh....ci sono...ci sono...ci sono...sono sulla mia prima onda e mi sembra stupendo, e sto prendendo velocità, e cazzo, lo sapevo che sarebbe stato così potente...e cazzo, sto andado proprio verso lo stronzo del videomaker che è in acqua a riprenderci con l'asta...e cazzo, mi sembra che mi stia troppo vicino, e perdo l'equilibrio e in un secondo cado....e merda...finisco sott'acqua, appoggio i piedi sulla sabbia, mi rialzo con l'acqua alla gola e mi riprendo la tavola....ma cazzo, quanto è stato fantastico...
Passo poi la seconda ora a cercare di ritornare al punto più estremo da dove partire a predere le onde...ma tra il fatto che si stanno ingrossando, tra il fatto che piano piano perdo energie, non concludo nulla...devo imparare ad ottimizzare gli sforzi per arrivare la e poi partire...dopo due ore esco dall'acqua ma non faccio fotografie, neanche un po'...il cielo è coperto e sta per piovere...sono solo le 3 e mezza del pomeriggio e incominciamo a mettere via l'attrezzatura...purtroppo inizia a piovere, ma non ci possiamo fare nulla, welcome to Australia! 




giovedì 9 febbraio 2012

Ci sono tantissime cose di cui dovrei scrivere e parlare. La mia vita sta cambiando ancora, vorticosamente.
Ma in tutto questo trambusto di corri corri, fai fai, paga paga, la mia testa bacata non ha saputo resistere al fatto di cercare on line l'archivio storico del sito del mio suonatore di violino. E così questa notte ho passato due ore tra le sue vecchie pagine, leggendo degli anni spensierati e non di lui. E così ancora una volta mi sono autoinflitta la pena del non poter avere qualcuno vicino a sè. E così ancora una volta ho pianto dentro al mio cuore perchè lui mi è sempre piaciuto. E così ancora una volta ho paragonato le nostre vite negli anni. E lui non so dove sia e con chi sia e cosa stia facendo. E vorrei gridargli in faccia: lo capisci che TI AMO??? Si, lo amo. Punto. Parola enorme, gigante, pesante, sopravvalutata. Eppure se penso a lui posso solo pensare a questo: lo amo. Con tutto il cuore e la mente. Non posso farci nulla. I sentimenti non si possono controllare a bacchetta. Non si può decidere come / dove / quando. Amo quello che è stato, ciè che ha fatto di giusto e di sbagliato, come lo ha espresso e come lo ha comunicato. E lui è ciò che avrei sempre sempre voluto avere. Non riesco a cancellare del cuore questo fatto. Lui una volta mi disse che eravamo troppo diversi e che per questo motivo non saremmo mai andati d'accordo (e non so se era una giustificazione per allontanarmi o meno). Ma io credo invece che noi due siamo molto simili per tanti troppi aspetti. Non ha importanza se abbiamo avuto esperienze diverse, ma reagiamo alla vita e al dolore nello stesso identico modo. E siamo uguali per troppe cose.
E lui mi ha rapito, conquistata, illusa, sedotta. Ma lui mi ha anche fatto sorridere, sperare, palpitare il cuore e volare come nessun altro. E lui è dentro di me, costantemente. E forse questo è tutto ciò che mai avrò di lui. Ma il fatto di averlo così lontano, davvero, così irraggiungibile, mi fa star male da morire. Non so se le ultime visite su questo nuovo blog siano le sue o meno. Ma se fossero le sue, voglio dirgli solo questo: alza quel cazzo di Iphone che ti ritrovi in mano, chiamami, scrivimi, ma mettiti in contatto con me. Sai benissimo come e dove trovarmi. E non perdere altro tempo. E non contunare a pensare che non porterebbe a nulla. Alza quel cazzo di telefono e chiamami o scrivimi via mail.