domenica 24 novembre 2013

Ho sognato di essere prima a Bergamo e poi in montagna. Ho sognato che ero con un gruppo di persone di Bergamo, conoscenti della vita reale, e che tra loro c'era questo ragazzo.
La situazione in se non era molto nitida e chiara.
Ho sognato che bevevamo e parlavamo e ho sognato che lui veniva a baciarmi. Che mi baciava. Ho sognato che le sue amiche mi accettavano nel gruppo.
E a chiudere il sogno ho sognato che eravamo in un posto in montagna, con la neve, in mezzo a una pineta, e che vedevo una discesa, tra gli alberi, con dei gradoni, con strutture come tavoli per mangiare all'aperto.
E ho sognato lui. E credo che mi stia entrando dentro più di quello che pensassi.
E forse potrebbe essere un buon segno. Se non fosse che sono convinta che sia impegnato.
E sognare di baciarlo mi ha fatto trasalire.
Ecco.
Oggi va così.

domenica 17 novembre 2013


Chi sei anonimo che mi leggi dalla Turchia? Batti un colpo e presentati. Grazie.

giovedì 14 novembre 2013

aiai...qui ci rischio er core.

giovedì 24 ottobre 2013

Roma.
Sono qui ormai da 9 giorni.
Non so neanche da dove iniziare a raccontare.
Bhe, il viaggio è stato magico e fantastico.
Sono venuti due veri angeli a casa a prelevarmi con un furgone, hanno caricato tutte le mie valigie, le mie borse, il mio scooter, e mi hanno portata dritta dritta in casa.
Parlo di Giorgio e Sabrina.
I primi cinque giorni sono trascorsi nel ripulire camera, bagno, cucina, soggiorno...poi piano piano ho iniziato ad uscire prima nel quartiere e poi ad andare a scuola.
Il traffico romano è qualcosa di indescrivibile: solo chi ha guidato nella capud mundi può capire.
Fino ad ieri la temperatura era fantastica: qualcosa come 25 gradi di giorno! Un sogno!
Oggi ha iniziato a fare bruttarello, per cui nuvole sparse e qualche pioggia.
La scuola è fantastica e continuo a domandarmi perchè mai io sia dovuta andare fino in Australia per poi ritornare sui miei passi.
Lo so che non dovrei farmene una colpa, ma se penso che a quest'ora potevo essere già al terzo anno di fotografia invece che all'inizio, un po' mi viene da mangiarmi le mani.
Da domenica sera ho altri due amici a casa come ospiti: Rossa e Davide.
Domenica ripartiranno e poi potrò dire di essere da sola.
Le mie coinquiline sono giovanissime: 19 e 22 anni. Mi sembra di essere un po' la mamma di casa.
Però ci stanno dentro. Si, decisamente si.
Sono abbastanza pulite e rispettose, le prime a darsi da fare per tenere la casa in ordine e vivibile.
Lo so che dovrei scrivervi di mille cose: le mie aspettative su questo corso triennale di studi, le mie impressioni su professori e compagni di corso, la città, le attività, e tutto il resto.
Ma per ora preferisco non spendere parole avventate.
Per ora la sensazione che provo è abbastanza piacevole. Nonostante non sia comunque una passeggiata trasferirsi in una grossa città da una città piccola e di provincia come Bergamo.
Due sere fa ho conosciuto Ilaria Cucchi. Devo dire che dal vivo è ancora più bella e sembra proprio una bambolina.
Su tutta la sua vicenda personale e famigliare preferisco non entrare nei dettagli.
Le informazioni si trovano facilmente in rete.
Sono serena. Molto serena. Finalmente non mi sento più su marte.
Credo che questa sia la mia dimensione giusta.

mercoledì 2 ottobre 2013

Ho paura dell'enorme cambiamento che sto per atturare nella mia vita.  Mi sembra di saltare ancora a piè pari nel buio e di tenere le dita incrociate perchè tutto vada bene.
Ho paura, ma purtroppo sono talmente spinta dalla necessità di staccare da situazioni che non sono le mie, che non mi appartengono, ma che devo risolvere, che salterò a piè pari con tutta la forza e l'energia che ho in corpo.
Sono stanca, stancherrima. Chiedo solo uno spazio di pace per me.
E che qualcuno dall'alto mi protegga sempre e vegli su di me.

domenica 15 settembre 2013


Meno di un mese e sarò a Roma.
Mi tremano le gambe.
Forse ti vedrò...o forse no...ma le gambe, all'idea di essere nella tua stessa città, mi tremano terribilmente.

venerdì 30 agosto 2013

Guardarsi indietro non è mai un bene, soprattutto se lo si fa nelle vite degli altri.
Guardare indietro e poi in avanti, riavvolgendo a moviola la tua vita e quella dei tuoi ex non è il massimo della felicità.
Ma sta notte mi è venuto così. Mi è venuto in mente Simone. 
Bada bene: lo hai sempre saputo che non era giusto per te, che erano troppe parole, parole e parole vomitate su di te. Erano talmente tante parole che a volte ti stordiva in meno di mezz'ora.
Eppure, dopo due anni e passa dall'ultima volta che l'ho sentito, apprendere che la scorsa primavera si è sposato, mi ha fatto sprofondare un pochino nell'incertezza.
Incertezza.
Incertezza perchè tutti vanno avanti e io rimango inesorabilmente indietro.
Incertezza perchè avrei tanto voluto quella vita fatta di stabilità: un compagno da amare profondamente, una casa di cui prendermi cura, il mio focolare, e un lavoro semplice senza troppe pretese.
Eppure questo non è accaduto. O meglio, non è durato.
E mi sono ritrovata a navigare allo sbando, qua e la.
E poi, a forza di stare allo sbando, a forza di solcare mari sconosciuti, oceani lontani, ho capito che per quanto desiderassi questa vita, senza la materia prima, non si sarebbe potuto realizzare nulla.
E così ho fatto uno scambio di sogni e ho giocato delle mani azzardate di poker dove la posta in tavola era la stabilità con dei probabili compagni di vita che non avrei mai amato alla follia scambiata con una vita vissuta all'incognita, da sola, la fuori, nel mondo, a seguire quella grande passione che ho dentro nel cuore fin da quando sono piccola. Fotografia.
E sai, ammetto che per ora non c'è paragone, non c'è dubbio che io metta sempre e solo al primo posto la fotografia, perchè quell'essere speciale che mi immagino fatto a misura per me non si è ancora palesato nella mia vita.
Ma quante volte avrei buttato via tutto, ogni possibilità, ogni centesimo che avevo guadagnato, ogni possibile attrezzatura per vedere e guardare negli occhi anche solo cinque minuti quell'essere che mi ha rapito il cuore.
Quante volte mi sono detta e ho detto alle poche persone che sanno di lui che, pur di vederlo, rinuncerei a qualsiasi cosa. Qualsiasi.
E rinunciare senza sapere se il gioco ne vale la candela significa o essere fuori all'inverosimile o essere stati catturati così profondamente da non voler desiderare altro.
Ed è qui che è entrato in gioco il mio inconscio: piano piano mi sto convincendo che non deve andare per forza di cose in questo modo.
Piano piano rivendico il diritto di avere tutto. Una professione appagante, una persona di cui innamorarmi perdutamente, una vita anche canonica, ma non solo.
E continuo a pensare a Luca. E ormai quando lo penso, lo penso solo immerso in luce bianca. E' l'unico modo che ho per non sentire dolore al petto, per non piangere di malinconia, per non sentire la mancanza di qualcosa che non c'è mai stato.
E allora gli invio tutta la mia luce e lo benedico, ovunque lui sia.
Ma sia chiaro.
Se mai dovessi sapere di lui, come nel caso di Simone, credo che potrei morire di crepacuore.
Si, esatto, crepacuore.
Perchè sapere di non poter essere stata la persona speciale che lo avrebbe reso felice mi rode dentro.
Perchè solo Dio lo sa, sempre che esita, quanto impegno e amore e devozione e passione e tutta me stessa avrei messo in questo rapporto.
Si dice che quando occhio non vede, cuore non duole.
Ma in questo caso non ci fu mai detto più sbagliato.
Il mio cuore continuerà a sanguinare nel ricordo del suo nome.
La mia anima continuerà a versare lacrime di disperazione.
Il mio cuore continuerà a sentire quel vuoto incolmabile da qualsiasi altra essenza.
E allora ripenso a quel sogno fatto a gennaio in Australia. Così reale, vivido. Non mi sono mai svegliata prima con un senso di pace nell'anima. E quel senso di pace era dovuto alla sua presenza nella mia vita.
E non lo so perchè ancora ci credo o ci spero. E anche quando cerco di non pensarci, ho questa sensazione di un percorso che non sia ancora chiuso, di un binario che non si sia ancora incrociato e immesso nel suo binario.
E non lo cerco, non lo penso volontariamente.
Eppure qualcosa dentro di me continua a bruciare e c'è quella vocina nella mia testa che continua a dirmi che quando meno me lo aspetterò, lui mi sbatterà contro, invaderà la mia corsia, prenderà il timone della mia vita e sarà mio copilota.
Lo so. Mi faccio del male da sola.
Eppure di queste sensazioni non riesco a liberarmene.
E allora, l'unico modo con cui posso continuare a convivere con un pizzico di serenità mentale, è benedire queste sensazioni e liberarle. Per scritto, via etere, su carta.
Vorrei solo che qualcuno potesse capire ciò che vivo, ciò che provo.
Perchè ho provato a snaturare la mia natura di lupo monogamo, ma non ci sono mai riuscita.
E anche se in passato mi sono concessa ad altre persone, ho sempre evitato qualsiasi paragone con lui, perchè nessuno potrebbe reggere il confronto.
La mia maga me lo dice da due anni che non è il mio lui. E io ormai le credo anche.
Ma c'è sempre quella voce che non si assopisce. Che ad intermittenza, a distanza di mesi, fa capolino prima tra i pensieri, poi tra i sogni, poi nelle sensazioni. E io vorrei tanto capire perchè mi è stato inflitto questo martirio. 

giovedì 8 agosto 2013

Ho bisogno di vivere la vita bruciando intensamente...
Non sono mai stata una persona lenta e ferma. La frenesia e l'irrequietudine che mi caratterizza mi ha sempre accompagnata.
E' come se dentro avessi un fuoco che brucia e divampa e non può e non vuole essere domato.
E sono ferma da troppo tanto tempo.
E ho bisogno di tornare a fare scintille in una polveriera.
E di espodere e correre e brillare di luce mia.
E ho bisogno di tornare a credere che una vita fatta di passione, di giorni tutti diversi l'uno dall'altro, trasportati dalle montagne russe delle mie emozioni siano ancora possibili.
Ho bisogno di quello che si definisce innamoramento e che ti fa splendere di luce accecante.
Ho bisogno di trovare quella strada che mi fa sentire viva, che mi fa battere tutto lo sterno e non solo.
E ascolto pezzi vecchissimi, anni 80, che ascoltavo quando ero poco più che 15enne e sognavo e speravo di trovare il grande amore, quello che ti fa sentire viva.
E ancora una volta vorrei chiamarlo e dirgli: si, lo so, sono musiche vecchissime, di cui non potresti mai innamorarti, ma non senti come vibra il mio cuore ogni volta che penso al tuo nome, che pronuncio il tuo nome, ogni volta che parlo di te?
Non vedi che ti cerco da quando ho credo 12 o 13 anni e che ti ho cercato per anni?
Non vedi che ora ti ho trovato?
Perchè non mi vedi?


sabato 27 luglio 2013

Probabilmente ho scelto la professione della fotografa perchè amo la solitudine.
Essenzialmente sono sempre stata diversa dalla maggioranza delle persone.
Non sono sempre stata isolata, ma nella mia vita ci sono stati più periodi abbastanza lunghi di transizione in cui facevo tabula rasa delle mie conoscenze ed amicizie, in cui ho fatto molta introspezione, in cui ho dedicato volente o nolente del tempo solo a me stessa.
Questo è uno di quei periodi.
In parte voluto, in parte non voluto.
In Australia ho sofferto di solitudine come non mai. Non sono mai riuscita a integrarmi con un gruppo di persone. Mi sentivo aliena in un paese alieno.
Ora sono a casa da quasi 5 mesi e a breve credo che ripartirò.
A casa non è andata bene. Ho fatto anche qui tabula rasa. Vita sociale quasi inesistente.
Ho visto pochissime persone e pochissime volte sono uscita, ascoltando e trovandomi in discorsi che proprio non hanno più a che fare con me.
Non so se è dovuto al forte disagio che mi sono portata dall'Australia.
Non so se è dovuto al fatto che nella vita, in certi momenti, si cresce, e si abbandonano le vecchie abitudini, i vecchi interessi, le cose che prima ci facevano sorridere e stare bene.
So solo che voglio studiare fotografia, ma che scendere a Roma, da sola, in città straniera, in parte mi fa paura.
Paura perchè non voglio ripetere l'esperienza australiana.
Paura perchè sarò di nuovo sola.
Paura perchè non potrò stare seduta sugli allori e mi toccherà muovermi e rimettermi in gioco.
Paura perchè non so se andrà come vorrei che andasse o meno.
Ma sono a un punto fermo, di stallo. E devo muovere il culo.
Lo devo a me stessa. Perchè la vita è divenire e quando ci si ferma troppo come una cozza sugli scogli, non va bene.
Ho essenzialmente bisogno di calore umano, emotivo, affettivo.
Ho essenzialmente bisogno di qualcuno che mi incoraggi, che mi stia vicino, che creda in me.
Ho essenzialmente bisogno di trovare armonia e pace e serenità.
Ho essenzialmente bisogno di trovare un angolo di felicità.
Sto vagliando i quartieri di Roma, per capire dove trasferirmi.
Ho scelto la scuola, e ora sto facendo tutto quello che comporta questa decisione: organizzare un trasloco a lunga distanza.
Vorrei davvero essere in grinta, ma non lo sono ancora.
Complice il fatto che fisicamente non sto bene, che sono fortemente anemica, che mi sto disintossicando da tossine accumulate per colpa di farmaci antidolorifici.
So solo che non ho mai patito il caldo come ora.
E pensare che a gennaio, in Australia, ho vissuto giornate anche a 46 gradi con il 90% di umidità.
In confronto, questa estate, dovrebbe essere una passeggiata, eppure mi sento fiacchissima, non riesco a fare nulla, ho un sonno continuamente interrotto e disturbato dagli amici pelosi a quattrozampe e se cerco di recuperare alla mattina, vengo svegliata dalla telefonata di turno, da mia madre, da quella del piano di sopra.
Insomma, una vera disperazione.
Sono anche stanca di stare qui ferma immobile. Vorrei partire e concedermi qualche giorno di svago e diversivo. Ma con chi? 
Il dove a questo giro neanche conterebbe più di tanto. E' proprio il fatto di non voler partire da sola per l'ennesima volta.
E quindi, non so ancora cosa accadrà, ma può essere che a breve, colta da immensa disperazione, io mi faccia uno zaino e prenoti a caso un biglietto aereo per smuovere il culo.
Si vedrà.