sabato 27 luglio 2013

Probabilmente ho scelto la professione della fotografa perchè amo la solitudine.
Essenzialmente sono sempre stata diversa dalla maggioranza delle persone.
Non sono sempre stata isolata, ma nella mia vita ci sono stati più periodi abbastanza lunghi di transizione in cui facevo tabula rasa delle mie conoscenze ed amicizie, in cui ho fatto molta introspezione, in cui ho dedicato volente o nolente del tempo solo a me stessa.
Questo è uno di quei periodi.
In parte voluto, in parte non voluto.
In Australia ho sofferto di solitudine come non mai. Non sono mai riuscita a integrarmi con un gruppo di persone. Mi sentivo aliena in un paese alieno.
Ora sono a casa da quasi 5 mesi e a breve credo che ripartirò.
A casa non è andata bene. Ho fatto anche qui tabula rasa. Vita sociale quasi inesistente.
Ho visto pochissime persone e pochissime volte sono uscita, ascoltando e trovandomi in discorsi che proprio non hanno più a che fare con me.
Non so se è dovuto al forte disagio che mi sono portata dall'Australia.
Non so se è dovuto al fatto che nella vita, in certi momenti, si cresce, e si abbandonano le vecchie abitudini, i vecchi interessi, le cose che prima ci facevano sorridere e stare bene.
So solo che voglio studiare fotografia, ma che scendere a Roma, da sola, in città straniera, in parte mi fa paura.
Paura perchè non voglio ripetere l'esperienza australiana.
Paura perchè sarò di nuovo sola.
Paura perchè non potrò stare seduta sugli allori e mi toccherà muovermi e rimettermi in gioco.
Paura perchè non so se andrà come vorrei che andasse o meno.
Ma sono a un punto fermo, di stallo. E devo muovere il culo.
Lo devo a me stessa. Perchè la vita è divenire e quando ci si ferma troppo come una cozza sugli scogli, non va bene.
Ho essenzialmente bisogno di calore umano, emotivo, affettivo.
Ho essenzialmente bisogno di qualcuno che mi incoraggi, che mi stia vicino, che creda in me.
Ho essenzialmente bisogno di trovare armonia e pace e serenità.
Ho essenzialmente bisogno di trovare un angolo di felicità.
Sto vagliando i quartieri di Roma, per capire dove trasferirmi.
Ho scelto la scuola, e ora sto facendo tutto quello che comporta questa decisione: organizzare un trasloco a lunga distanza.
Vorrei davvero essere in grinta, ma non lo sono ancora.
Complice il fatto che fisicamente non sto bene, che sono fortemente anemica, che mi sto disintossicando da tossine accumulate per colpa di farmaci antidolorifici.
So solo che non ho mai patito il caldo come ora.
E pensare che a gennaio, in Australia, ho vissuto giornate anche a 46 gradi con il 90% di umidità.
In confronto, questa estate, dovrebbe essere una passeggiata, eppure mi sento fiacchissima, non riesco a fare nulla, ho un sonno continuamente interrotto e disturbato dagli amici pelosi a quattrozampe e se cerco di recuperare alla mattina, vengo svegliata dalla telefonata di turno, da mia madre, da quella del piano di sopra.
Insomma, una vera disperazione.
Sono anche stanca di stare qui ferma immobile. Vorrei partire e concedermi qualche giorno di svago e diversivo. Ma con chi? 
Il dove a questo giro neanche conterebbe più di tanto. E' proprio il fatto di non voler partire da sola per l'ennesima volta.
E quindi, non so ancora cosa accadrà, ma può essere che a breve, colta da immensa disperazione, io mi faccia uno zaino e prenoti a caso un biglietto aereo per smuovere il culo.
Si vedrà.

sabato 6 luglio 2013

...

Credo di essere morta dentro. Credo di essermi nascosta nel mio angolo di paradiso che ho costruito.
Credo che non troverò mai quello che cerco, che quello che cerco è incarnato nel nome di Luca e che nessun'altra anima della terra avrà la capacità di rapirmi e di conquistarmi.
Credo che se non posso vivere questo amore che mi brucia l'anima, che mi danna, che mi fa fare cose straordinarie, non ha senso continuare a cercare in giro, perchè qualsiasi cosa io possa trovare non sarà mai all'altezza delle mie aspettative.
Ogni volta che ascolto musica vorrei chiamarlo e dirgli "tieni, senti questo pezzo, non è incredibile? Ti fa battere il cuore a mille come a me? Ti fa vibrare lo sterno dentro come succede a me?"
E ogni volta che penso di fare un viaggio vorrei avere lui come compagno di viaggio. Perchè mi sono sempre immaginata un viaggio con lui, con la nostra musica, con momenti alternati di chiacchierate intense, risate, ma anche silenzi...quei silenzi dove non c'è bisogno di parlare perchè due persone sono talmente vicine che non c'è necessità alcuna di parole.
E sono ancora qui. Con poco entusiasmo.
Non lo cerco, non gli scrivo, ma lo penso costantemente. 
E avere preso la decisione di scendere a Roma.
E avere la paura fottuta di scendere a Roma. La stessa città dove potrebbe stare lui.
E in ogni tempo e in ogni meta ho sempre puntato a lui.
Ora ne sono certa.
E' qualcosa che forse in pochi potrebbero capire.
Ho iniziato a cercare proprio lui anni prima di trovarlo.
Doveva essere qualcuno che amasse la musica. Ma Massimo non era all'altezza.
Doveva essere qualcuno che amasse il Surf, ma Giorgio proprio non lo considerava neanche.
Doveva essere qualcuno che non avesse paura di viaggiare, che avesse quel pizzico di lucida follia e i coglioni di staccarsi da casa e dal conosciuto e noto per esplorare il mondo. E Christian non aveva i coglioni.
Doveva essere qualcuno che non parlasse tanto per parlare e per dare aria ai polmoni, ma che parlasse al momento giusto e che sapesse quando stare in silenzio. E Simone non faceva che parlare e ubriacarmi di parole.
Doveva essere qualcuno che amasse la fotografia come il sangue che ti circola nelle vene.
E per nessuno dei ragazzi con cui sono stata più o meno seriamente la fotografia era tutto questo.
E poi è arrivato l'anno 2007. E io l'ho trovato. E anche se ero assorta da altri pensieri, problemi, anche se nella vita facevo altro, ho preso il suo blog e l'ho rinchiuso in un cassetto, conscia che prima o poi sarebbe arrivato il suo tempo.
E non sono mai stata in tempo. Sono sempre arrivata in ritardo o in anticipo.
Ed è per questo che non è successo.
Ma la domanda che continuo a pormi è la seguente: se il mio cuore continua a puntare a lui, se la mia testa continua a pensare a lui, non sarà che forse sia lui davvero la mia anima gemella, la mia meta della vita, la mia ricerca, il mio fine?
Io continuo a dire di si, continuo a credere di si, nonostante abbia mollato il colpo, nonostante abbia deciso di non sentirlo, di non cercarlo, di non provocarlo.
Io continuo a credere che qualcosa dentro di me abbia visto benissimo cosa volevo in questa vita e l'abbia visto chiaramente in lui.
E continuo a credere che il mio sesto senso, il mio GPS interno, la mia bussola non siano andati a puttane, ma siano allineati esattamente con qualcosa che è già stato programmato e deciso tempo addietro.
Poi c'è chi mi dice che combatto contro i mulini a vento come Don Chisciotte e che la mia causa o crociata o ricerca è una di quelle cause perse, che ti fanno buttare via tempo ed energie per nulla.
E io non so cosa fare. Non so cosa fare.
Vorrei avere solo una possibilità di incontrarlo. Solo una. Solo una per capire tante cose. Capire se vedendolo dal vivo mi potrebbe battere il cuore fuori dallo sterno. Capire se vedendolo dal vivo potrei provare quella sensazione di benessere e gioia e pace e serenità che si prova dopo aver superato lunghe peripezie e sfide.
Fatto sta che sento la sua mancanza. Nell'aria, nelle righe che leggo e scrivo, nella musica, nei miei sogni, in ciò che faccio tutti i giorni.
Lui è stato credo l'unica persona ad accendere tutta la parte scintillante, creativa, migliore di me.
E solo l'universo sa il vuoto che ho in fondo al cuore.
Un vuoto che non potrà mai essere colmato.
E solo l'universo sa come io preferirei vivere una storia anche breve e tormentata, ma viverla, invece che sognarla e continuarmi a chiedere se fosse mai stata la persona giusta per me.
E solo dio sa quanto ho bisogno di trovare la persona giusta per me.