mercoledì 27 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 2013

E così stanno per finire i giorni dell'Australia. Il 7 si ritorna a casa.
E così di questa lunga avventura avrò dei ricordi da conservare, alcuni piacevoli, altri meno.
E dell'Australia ricorderò sempre i lunghi chilometri in vespa.
Una vespa rossa, un paio di cuffie sotto al casco, uno zaino con una macchina fotografica e un salviettone.
E dell'Australia ricorderò la voglia di dimenticare qualunque cosa io sia stata prima di arrivare qui.
E dell'Australia ricorderò la voglia di ricordare qualunque cosa io sia stata prima di arrivare qui.
Anche nelle vite precedenti.
E dell'Australia ricorderò il senso di inadequatezza, la voglia di essere nel mondo e di trovare il mio posto, la voglia di cancellarti dalla mia mente, la voglia di scappare lontano, il più lontano possibile da te.
Ma anche mettendo il più alto numero di chilometri fisici tra me e te, la mancanza ha sempre fatto capolino nella mia vita.
Ha sembre bussato alla porta del mio cuore sapere che tu ci sei. Che sei reale. In carne ed ossa.
Da qualche parte nel mondo.
E allora si ritorna a casa.
Si ritorna a casa con la determinazione, dopo aver compreso chi si è, di riavvicinarti.
E continuo a pensare che tu sia il viaggio e non solo la meta.
E continuo a pensare che tu sia quel viaggio che spinge a migliorarmi, a sfidare i miei limiti, ad andare avanti, a fare sempre meglio, ad usare la mia creatività.
E allora all'Australia sono grata per avermi accolta, ma anche perchè tu, proprio tu, hai interrotto il silenzio stampa mentre io ero qui.
Non importa quanto ancora dovrò attendere.
Io continuerò a cercarti. Continuerò a camminare, cercando di arrivare il più possibile vicino a te.
E allora si torna a casa, si ringrazia questa terra, si ringrazia per le esperienze fatte.
E a casa si torna solo per ripartire ancora.
E qui come non mai ho capito la mia necessità di mettere un piede dopo l'altro, di fare un passo dopo l'altro, di ricominciare a camminare, poi a correre, poi a volare.
E tu sei quella meta. E potrai mettere tutte le distanze fisiche e psichiche che vuoi, ma ormai siamo entrambi consci che qualcosa ci lega e finchè non ne verremo a capo non potremo mai percorrere il nostro cammino serenamente.
Sono sempre più convinta che siamo destinati a incontrarci, che prima o poi dovrà accadere.
E non ha importanza il come e il quando. Ha solo importanza che accada.
E così incomincio a impacchettare tutto, con le cuffie nelle orecchie, con qualche buona fotografia nell'HD e la voglia di tornare per fare tutto quello che ho in mente.
Compreso te.

mercoledì 20 febbraio 2013

tornando a casa lentamente...

Sto tornando a casa...molto lentamente....
La decisione è stata presa credo già un paio di mesi fa...
Ora sto allungando il passo...ho iniziato a impacchettare tutto, a scartare quello che non mi serve, quello che è rovinato o quello che mi mette in sad mood...
E mentre impacchetto la vita mia degli ultimi due anni, ascolto uno dei tuoi album...
Ascolto Owen e credo e penso che non ci sia un cantautore più dolce.
Il cuore mi si scioglie...
Non riesco neanche più a ricordare il tempo in cui mi regalasti questo album, ma da quando me lo regalasti è sempre stato presente su ogni mio device, laptop, Ipod, Iphone, Ipad...meglio ancora, impresso nella mente...
E quanto vorrei che tu, ascoltando queste parole, pensassi un po' anche a me...quanto vorrei che si avverassero i mie sogni...quanto vorrei che tu aprissi quella porta che tieni chiusa...quanto vorrei...

Ma per ora tutti i miei vorrei sono solo dei vorrei...e allora continuo ad impachettare, domandandomi dove sia casa mia...domandandomi se prima o poi troverò una chitarra acustica ad accogliermi o l'entusiasmo di un violino unito alla stabilità di un pianoforte...

So che la strada è ancora lunga...ma per ora riporto le ossa a casa, e per casa intendo Italia...
Non ho intenzione di fermarmi...
Italia, Roma, Firenze, Siena, Venezia, amici da visitare, città da scoprire...Milano e il suo inquinamento fisico e mentale non fanno per me...ma anche Pordenone per un controllo e Dolo per un altro riscontro... e nel framezzo forse quel viaggio tanto agognato in Palestina...e nel framezzo riscoprire tutte le persone a cui ho voluto bene in Italia...e nel framezzo espellere tossine e pensieri tossici e ristagnanti...e nel framezzo crescere ancora e ancora e imparare...

E nel framezzo accettarsi per quello che si è, nel bene e nel male, volersi dannatamente bene e perdonarsi per tutte le scelte sbagliate effettuate...

E nel framezzo nuova consapevolezza e forse darti un tempo e una dimensione per trovare la serenità e smettere di combattere contro l'idea di te....

E nel frattempo ascolto Owen e sorrido e ripenso alla ragazzina che ero e alla persona che sono...e nel frattempo vorrei che tu, per una volta una, fossi orgoglioso di me...

martedì 19 febbraio 2013

Palomina

Sole 24 ore o fastweb Milano...bhe, che c'è, non sei capace di farti sentire su skype?

Non hai mai trovato il tempo di 5 minuti per farti sentire...

Non ci vediamo dal 18 gennaio 2011...

Non mi hai fatto neanche gli auguri di compleanno l'anno scorso e sapevi benissimo che ero in Italia...

Non ti sei degnata neanche di farti sentire...

Bhe...io mi sono rotta di cercarti...ma se tu vieni qui a leggere, evidentemente sei curiosa di sapere come mi vanno le cose, ma non perchè mi vuoi bene e perchè senti la mia mancanza, ma solo per invidia e perchè rosichi per quello che ho ottenuto dopo anni e anni di cause legali infinite...

Bhe...nel bene e nel male ti ho sempre voluto bene, probabilmente molto più di quello che tu pensassi e probabilmente molto più di quello che tu meritassi...ora sono stanca, stanca di voler bene a una persona egoista, che non esce dalle sue 4 mura, che si lamente sempre ma ha molto più degli altri, che l'unica amica che forse ha è una persona talmente buona e talmente debole che non la metterebbe mai in contraddizione e non le direbbe mai di no....

Sono stanca, stanca di dover pensare a te come ad un'amica che in realtà non si è mai realmente preoccupata per me....

Per cui, visto che non hai avuto la decenza di farti sentire in due anni e mezzo, visto che non hai avuto la decenza di rispondermi quando ti mandavo i messaggi su skype (però il tempo per mandare i messaggi su faccialibro alle altre persone durante gli orari di lavoro chissà come mai lo trovi) evita di venire a leggere questo blog.

Stanne semplicemente lontana.

E se mai un giorno avrai davvero e realmente voglia di sapere come sto, dimostra di avere le palle che non hai: alza il telefono e chiamami, magari facendo anche atto di umiltà e chiedendo un po' scusa, visto che i rapporti si sono lasciati andare per colpa delle tue assenze.

Fino ad allora stai lontana da questo posto, fatti i fatti tuoi, non provare neanche a chiedere di me a chi ci conosce entrambre.

Per il resto, nel bene e nel male, buona vita e abbi il coraggio di ammettere che hai trovato molto più di quello che la vita non ti ha dato.

lunedì 11 febbraio 2013

E ho questa sensazione che entro la fine dell'anno ci incontreremo caro suonatore di violino.
Faccio continuamente sogni strani, che non necessariamente parlano di te.
Ma ho questa convinzione dentro al cuore e alla testa. E allora la scrivo, per poi vedere se si avvererà.
So solo che in questi giorni mi sta invadendo il cuore un senso di pace e di benessere che non provavo da davvero più di un anno e mezzo.
E sono conscia che qualsiasi cosa possa succedere, sarà solo qualcosa di strepitoso, di caloroso, di positivo.
E se sono anni che ti incontro nei miei sogni, nei miei viaggi notturni, quando gli spiriti sottili si staccano dal corpo e vagano tra gli universi, qualcosa pure significherà, non è così???

Voglia di freddo e di inverno.
Voglia di un viaggio e di mettermi in cammino.
Voglia di nord.
Puntare tutto a ciò che fisicamente sulla cartina geografica stia sopra la mia testa, nell'emisfero boreale.
Ho bisogno di sentire il freddo, il ciclo delle stagioni, di sentire aria gelida e di vestire indumenti di lana e cappucci pesanti...
Vuoi venire con me?

sabato 9 febbraio 2013

Ho fatto un sogno bellissimo: finalmente ti incontravo. Tu mi volevi, mi stavi aspettando, volevi vedermi, ma aspettavi il momento adatto.
Ho sognato che ero tornata nella mia piccola Bergamo.
Ho sognato che era inverno, che nevicava, che la neve era bianchissima e il freddo non mi è mai sembrato così naturale.
Ho sognato che c'era un evento per bambini e famiglie e le strade erano piene zeppe di ragazzini con i loro genitori.
Ho sognato i miei compagni di classe delle elementari ai tempi delle elementari.
Contenti, felici, sorridenti.
Ho sognato finalmente di incontrarti.
Mi mandavi un messaggio.
Mi mandavi qualcosa di indecifrabile.
Mi mandavi un video con inserito un fotogramma di un secondo di una immagine in cui tu mostravi il vero te stesso.
Sono riuscita a carpire quel fotogramma, con un fermo immagine e li ho capito: ho capito che ciò che celavi di te era una persona normalissima che faceva le stesse cose che faccio io.
Ho sognato di amanti che usavano il mio soggiorno e ho sognato di te in abito, in giacca e cravatta.
Le tue mani erano freddissime.
Sai, si dice: mani fredde cuore caldo.
Non ho mai capito se sia vero.
Ma ho sognato le tue mani.
Ho sognato che venivo al luogo dell'appuntamento.
Ho sognato che era una specie di ristorante, ma entrata, in realtà, era qualcosa di più simile a un circolo o a un club con soci.
Mi sono guardata attorno e mi sono avvicinata a te.
Mi davi le spalle, ma ero sicura che non potevi che essere tu.
Ho sognato che ti mettevo una mano sulla spalla e che lentamente ti giravi.
Non hai detto nulla, non una parola.
E' bastato guardarci per capiere.
Mi hai portato ad un tavolo dove c'erano altre due ragazze.
Dentro di me ho sentito un piccolo nodo stringersi allo stomaco.
Ma poi ho capito.
Altro non erano che tue allieve.
E infatti ti sei messo a insegnare.
Loro con portatili (io sprovvista, solo con un miniIpad su cui non potevo fare molto), tu con altrettanto un Ipad da cui facevi partire la tua presentazione a schermo intero.
Ho sognato che mi sono seduta su una panca.
Ho sognato che portavo una gonna lunga fino al ginocchio a pieghe.
Ho sognato che avevo calze spesse, quelle invernali che non ricorso neanche più cosa significhi indossarle.
Ho sognato che ero esattamente come quando avevo 21 anni...ho sognato che ero magra, slanciata,  ma ben proporzionata.
Ho sognato questo di te e me.
Ho sognato credo qualcosa che potrebbe essere l'inizio.
Ho sognato e mentre sognavo sentivo un senso di pace e di benessere che non provavo da moltissimo tempo.
E appena mi sono svegliata ho iniziato a cantare nella mia testa questa canzone:
 

Dici che è un buon segno premonitore?