mercoledì 28 marzo 2012

Avrei tanto ma tanto bisogno di dormire ininterrottamente per credo due settimane. Ieri notte, o meglio dire questa mattina, ennesima sclerata con coinquilini. Inutile dire che proprio per loro le parole studio, quiete, concentrazione, non significano nulla. Alvaro è tornato a casa alle 22.00 dopo scuola con due suoi amici (una coppia anch'essa colombiana) e sono rimasti in sala a parlare e ad ascoltare musica fino all'una di notte passata. Premesso che non me ne frega nulla dello stile di vita che una persona intraprende, trovo scocciante, seccante, maleducato e davvero egoistico questo atteggiamento. Uno è libero di fare quello che vuole all'interno della casa, ma se i suoi comportamenti creano disturbo o danni alla vita delle altre persone, questo risulta essere contro ogni logica di rispetto reciproco.
Sta notte, dopo essere salita in soggiorno all'alba dell'una passata e aver chiesto di limitare il tono di voce perchè giù da basso sentivo tutto, mi sono vista Alvaro raggiungermi in camera dopo neanche 5 minuti per sentirmi dire che sono alquanto una persona "negativa" e che con "questi atteggiamenti" avrò sempre dei problemi nella vita.
Non so come non abbia fatto ad ucciderlo seduta stante. Davvero.
Certe persone non meritano neanche considerazione.
Quando condividi una casa con altre persone credo che il successo della convivenza stia nel rispettare i tempi e i silenzi degli altri.
Sottrarmi ogni notte almeno due o tre ore di sonno non è da persone né civili né mature.
Voler aver ragione insultando la mia persona e la mia intelligenza, non è da persone umane.
Fregarsene degli altri non è da persone.
Punto.
Per fortuna ho solo due notti da passare ancora in questa casa e poi alzo le tende.
La convivenza sta diventando pressochè insopportabile.
Haruka è al limite peggio di me (e lei non ha 2 o 3 test a settimana!).
Sicuramente questa esperienza mi è servita per capire che tipo di persone voglio al mio fianco.
Il rispetto reciproco è la prima caratteristica che va considerata in una condivisione.
Io non mi sognerei mai né di invitare amici a casa durante la settimana e tanto meno di far casino o baccano fino all'una passata di notte, pretendendo di essere nel giusto!
Oggi ho dovuto abbandonare scuola nella pausa pranzo per tornare a casa a dormire: ero uno zombi che si trascinava in giro e tutti, ma proprio tutti, se ne sono accorti.
Può succedere di dormire meno una notte, ma non può diventare un'abitudine soprattutto imposta dal comportamento menefreghista di altre persone!
Il 18 di maggio finisco scuola e il 19 ho il volo di rientro in Italia: credo che mi fermerò in Italia almeno un mese e mezzo e riposerò e mi godrò casa, famiglia, animali e amici.
Punto.
Ora sono troppo esausta e spero solo di sopravvivere alle prossime 7 settimane!
Conto alla rovescia già iniziato....


sabato 24 marzo 2012

Si, lo so, dovrei scrivere post più allegri, ma proprio non ci riesco. 
Nessuno sa la solitudine che provo in questo periodo. Nessuno eccetto me.
Studio sodo, tanto ma tanto. Mi applico, ricerco, cerco di dare il meglio di me stessa. Mi occupo di me come meglio riesco. Cerco di comprare cibi sani e di cucinare pietanze sane. Cerco di fumare poco, anche se purtroppo bevo troppo caffè. Ma in tutto questo? Sento il peso della solitudine.
Si si, sarà una fase di passaggio. Si si, quando inizierò l'università troverò persone più costanti e vicine ai miei interessi.
Si si, avrò modo di socializzare molto di più.
Ma io non riesco a guardare il futuro senza pensare a quello che è del mio presente. E' sabato sera. Sono le sette. Sto cucinando il mio ragù per domani. E poi? Sono a casa da sola, senza i coinquilini (che tanto, sono solo una rottura di coglioni che altro). Praticamente vivo in una città immensa senza avere dei veri amici, senza avere qualcuno che si preoccupi di me.
Alice è per la sua strada, a non so quante miglia di distanza. Si, certo, ci possiamo sentire per telefono o via Skype, ma siamo lontane.
Oggi mi è venuta il primo attacco di ansia veramente forte dopo quasi due anni: stava per sfociare in attacco di panico e non so come sono riuscita a gestirlo.
Questo mi fa capire che, oltre a bere troppo caffè e ad essere con i nervi tesi, ho bisogno davvero di qualcosa di costante che mi faccia respirare, che mi faccia stare bene.
Molte volte cerco di immaginare quando arriverà il mio posto nel mondo, quando avrò una vita completa, appagante, piena di significato ma soprattutto di persone che amo e stimo e che a sua volta mi amano e stimano.
Partire da zero non è facile, mai facile, e anche quando cammini, anche quando continui per la tua strada con obiettivi ben prefissati in testa, c'è sempre qualcosa che può strattonarti verso il basso.
E quello che più mi manca ora come ora sono dei veri amici. 
Sono sentimentale e ho bisogno di calore e affetto. E anche se sono sicura di essere forte, non posso non sentire la necessità di una risata, di un abbraccio, di un contatto.
Mi sento sola sola sola.
Lo so, la fuori è pieno di gente è pieno di persone, ma questo non significa che siano disposte ad accettarti ed ad amarti.
Sarà che da quando sono qui mi sono chiusa a riccio, perchè quando ho provato a mettermi in contatto con le persone, ho trovato quasi sempre superficialità.
E nessuno sa quanto ho bisogno ora invece di persone su cui contare.
Nessuno.
A casa pensano che qui tutto sia bello e figo, vuoi per il sole, il mare, i canguri....ma vaffanculo vorrei gridargli.
Non è così semplice! Non è così facile.
Io non sono qui per farmi l'anno sabbatico come la maggior parte delle persone. Io sono venuta qui per studiare e per dare alla mia vita una seconda opportunità. Quelli come me che alla mia età hanno mollato tutto per venire qui, sanno benissimo che non è facile. Ma loro sono qui con la famiglia. E già la tua famiglia è un punto cardinale e con cui ricaricarsi di energia.
Io mi sento sola. E non so come dirlo alle persone, alle conoscenze, ai miei compagni di classe.
Mi sento sola. Punto. E oggi è così. Ho le lacrime agli occhi perchè non riesco più a far finta di nulla.
Mi manca avere un punto di riferimento, un luogo di aggregazione, mi manca avere degli amici fissi, una famiglia, i miei animali.
E nessuno sa cosa significa sacrificare gli affetti per darsi la possibilità di un futuro.
Certo, vero, posso tornare in Italia: ma poi? Cosa mi aspetta? Cosa? Non c'è nulla per me. Proprio nulla. Per cui ecco, devo imparare a stare qui, a sperare che con il tempo le cose miglioreranno e che presto conoscerò nuover persone...

lunedì 12 marzo 2012

perchè?

Perchè leggermi ancora? Perchè?
Che senso ha se non vuoi entrare in contatto con me?
Che senso ha venire qui e spulciare fra le mie pagine per sapere come mi vanno le cose? Perché?
Ti ho scritto mille volte e mille volte non ho avuto risposte.
Ti ho scritto la mille e unesima volta e alla mille e unesima volta mi hai sfanculato.
Perchè?
Perchè? Perchè? Perchè?
Mi fa star male questo gioco sottile che giochi con me.
Mi fa davvero star male.
Se davvero non vuoi più più più nessun contatto, lasciami andare.
Non cercarmi, non leggermi, non venire qui...
Ma se così non fosse, alza il culo, in qualsiasi modo, e fatti vivo.
Io per te ci sarò sempre. Lo sai.
Però ora devi prendere una decisione: o lasciarmi andare definitivamente o farti avanti. 
Ma sappi solo una cosa: potresti essere fidanzato, sposato, potresti essere diventato padre o aver avuto un incidente ed essere paralitico (che belle prospettive che ti auguro, eh??) o ancora potrebbe essere successo qualsiasi cosa negli ultimi 2 anni....fatto sta che se ti avvicini, ti avvicini per sempre e mi devi promettere di essere presente a modo tuo nella mia vita.
Se invece non hai voglia, tempo, disponibilità, costanza, o qualsiasi cosa tu possa pensare o sentire, beh, ecco...allora lasciami andare, ma del tutto.
Perchè io, in fondo in fondo, spero ancora di poterti incontrare e abbracciare.

venerdì 2 marzo 2012

Perchè mi viene da piangere...

A volte basta davvero poco per sentirsi sconfortati e giù di morale. Questo è quello che sta succedendo a me in questi giorni.
Ho cambiato casa da tre settimane, ma le cose non vanno come vorrei. 
Non riesco ad ambientarmi.
Il fatto di essere all'interno di un residence hotel non facilita le cose.
La mia camera da letto ha la finestra interna, sul corridoio dell'edificio, per cui di notte, a volte, è normale sentire le persone rientrare nelle loro camere.
Inoltre mi sembra che la camera sia troppo umida. Di sicuro è troppo piccola per due letti singoli, e anche se abbiamo cambiato la disposizione dei letti, io e Haruka non abbiamo abbastanza libertà di movimento.
Inoltre non è facile non disturbarsi a vicenda al mattino e alla sera.
Per quanto Haruka cerchi di fare piano, al mattino in un modo o nell'altro mi sveglia sempre.
E credo che la cosa sia reciproca quando io entro in camera solo per andare a dormire e lei è già sotto le coperte.
I due ragazzi colombiani non sono cattivi, ma uno di loro ha ormai da un mese una tresca fissa con una ragazza spagnola e così la invita tutte le notti a dormire in camera sua: morale, l'altro ragazzo dorme sul divano letto del soggiorno e per me non è proprio il massimo svegliarsi al mattino e ritrovarsi sempre qualcuno in soggiorno, senza avere la libertà ne di stare in camera da letto (se Haruka dorme) e neppure in soggiorno.
Non so come spiegare la faccenda, ma sinceramente non credo che sopporterò molto questa situazione. 
Ci dovrebbero essere dei turni pulizia, ovvero, su sette giorni settimanali, quattro dovrebbero essere dedicati a pulire gli spazi comuni. 
Nulla di tutto ciò è rispettato. Mi sento una deficente che ogni volta passa l'aspirapolvere in sala, pulisce i due tavoli di cristallo (che inizio ad odiare profondamente) e fa un minimo di polveri.
La connessione internet ha dei problemi atroci: continua a cadere e se non cade è più lenta di un bradipo.
Insomma, l'unico lato positivo è avere Haruka qui con me, ma per il resto mi sento quasi ospite più che coinquilina.
Mi sento parecchio giù in questi giorni. Sarà che sta cambiando il clima, che ormai siamo in autunno, che il sole se ne sta andando via del tutto; sarà che senza la famiglia mi sembra di non avere punti di appoggio; sarà che vedere le mie conoscenze partire una dopo l'altra non è una cosa così facile; sarà che mi sento sola e che in tutto questo non riesco a sentire neppure casa e i miei amici fidati.
Saranno tutte queste cose assieme, ma davvero sono sul punto di far esplodere il groppone che mi è salito in gola.
Che poi lo so che le cose cambiano continuamente.
Ma mi sento stanca.
Non riesco a capire come possa essere così facile passare dalle stelle alle stalle e viceversa.
La vita è davvero strana strana strana.
E in questo momento avrei voglia di un abbraccio caloroso, di pace, tranquillità, serenità, stabilità.
E invece continuo a pensare con ansia al futuro, al fatto di magari aver fatto scelte di vita sbagliate.
Non è facile. Punto.
E nonostante tutto, mi devo ritenere fortunatissima, perchè a differenza della maggior parte delle persone, ho il culo parato.
Ma davvero: il senso di benessere interiore e la solitudine che mi accompagna da quando sono qui, sembra non passare e non svanire.
Dio solo lo sa quando e quanto ci impiegherò a farmi un giro di amici veri!
Perchè voglio amici veri, non conoscenze occasionali per usicre a bere e a divertirmi.
Voglio una famiglia, una casa, persone con cui essere serena.