sabato 24 marzo 2012

Si, lo so, dovrei scrivere post più allegri, ma proprio non ci riesco. 
Nessuno sa la solitudine che provo in questo periodo. Nessuno eccetto me.
Studio sodo, tanto ma tanto. Mi applico, ricerco, cerco di dare il meglio di me stessa. Mi occupo di me come meglio riesco. Cerco di comprare cibi sani e di cucinare pietanze sane. Cerco di fumare poco, anche se purtroppo bevo troppo caffè. Ma in tutto questo? Sento il peso della solitudine.
Si si, sarà una fase di passaggio. Si si, quando inizierò l'università troverò persone più costanti e vicine ai miei interessi.
Si si, avrò modo di socializzare molto di più.
Ma io non riesco a guardare il futuro senza pensare a quello che è del mio presente. E' sabato sera. Sono le sette. Sto cucinando il mio ragù per domani. E poi? Sono a casa da sola, senza i coinquilini (che tanto, sono solo una rottura di coglioni che altro). Praticamente vivo in una città immensa senza avere dei veri amici, senza avere qualcuno che si preoccupi di me.
Alice è per la sua strada, a non so quante miglia di distanza. Si, certo, ci possiamo sentire per telefono o via Skype, ma siamo lontane.
Oggi mi è venuta il primo attacco di ansia veramente forte dopo quasi due anni: stava per sfociare in attacco di panico e non so come sono riuscita a gestirlo.
Questo mi fa capire che, oltre a bere troppo caffè e ad essere con i nervi tesi, ho bisogno davvero di qualcosa di costante che mi faccia respirare, che mi faccia stare bene.
Molte volte cerco di immaginare quando arriverà il mio posto nel mondo, quando avrò una vita completa, appagante, piena di significato ma soprattutto di persone che amo e stimo e che a sua volta mi amano e stimano.
Partire da zero non è facile, mai facile, e anche quando cammini, anche quando continui per la tua strada con obiettivi ben prefissati in testa, c'è sempre qualcosa che può strattonarti verso il basso.
E quello che più mi manca ora come ora sono dei veri amici. 
Sono sentimentale e ho bisogno di calore e affetto. E anche se sono sicura di essere forte, non posso non sentire la necessità di una risata, di un abbraccio, di un contatto.
Mi sento sola sola sola.
Lo so, la fuori è pieno di gente è pieno di persone, ma questo non significa che siano disposte ad accettarti ed ad amarti.
Sarà che da quando sono qui mi sono chiusa a riccio, perchè quando ho provato a mettermi in contatto con le persone, ho trovato quasi sempre superficialità.
E nessuno sa quanto ho bisogno ora invece di persone su cui contare.
Nessuno.
A casa pensano che qui tutto sia bello e figo, vuoi per il sole, il mare, i canguri....ma vaffanculo vorrei gridargli.
Non è così semplice! Non è così facile.
Io non sono qui per farmi l'anno sabbatico come la maggior parte delle persone. Io sono venuta qui per studiare e per dare alla mia vita una seconda opportunità. Quelli come me che alla mia età hanno mollato tutto per venire qui, sanno benissimo che non è facile. Ma loro sono qui con la famiglia. E già la tua famiglia è un punto cardinale e con cui ricaricarsi di energia.
Io mi sento sola. E non so come dirlo alle persone, alle conoscenze, ai miei compagni di classe.
Mi sento sola. Punto. E oggi è così. Ho le lacrime agli occhi perchè non riesco più a far finta di nulla.
Mi manca avere un punto di riferimento, un luogo di aggregazione, mi manca avere degli amici fissi, una famiglia, i miei animali.
E nessuno sa cosa significa sacrificare gli affetti per darsi la possibilità di un futuro.
Certo, vero, posso tornare in Italia: ma poi? Cosa mi aspetta? Cosa? Non c'è nulla per me. Proprio nulla. Per cui ecco, devo imparare a stare qui, a sperare che con il tempo le cose miglioreranno e che presto conoscerò nuover persone...

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