Probabilmente ho scelto la professione della fotografa perchè amo la solitudine.
Essenzialmente sono sempre stata diversa dalla maggioranza delle persone.
Non sono sempre stata isolata, ma nella mia vita ci sono stati più periodi abbastanza lunghi di transizione in cui facevo tabula rasa delle mie conoscenze ed amicizie, in cui ho fatto molta introspezione, in cui ho dedicato volente o nolente del tempo solo a me stessa.
Questo è uno di quei periodi.
In parte voluto, in parte non voluto.
In Australia ho sofferto di solitudine come non mai. Non sono mai riuscita a integrarmi con un gruppo di persone. Mi sentivo aliena in un paese alieno.
Ora sono a casa da quasi 5 mesi e a breve credo che ripartirò.
A casa non è andata bene. Ho fatto anche qui tabula rasa. Vita sociale quasi inesistente.
Ho visto pochissime persone e pochissime volte sono uscita, ascoltando e trovandomi in discorsi che proprio non hanno più a che fare con me.
Non so se è dovuto al forte disagio che mi sono portata dall'Australia.
Non so se è dovuto al fatto che nella vita, in certi momenti, si cresce, e si abbandonano le vecchie abitudini, i vecchi interessi, le cose che prima ci facevano sorridere e stare bene.
So solo che voglio studiare fotografia, ma che scendere a Roma, da sola, in città straniera, in parte mi fa paura.
Paura perchè non voglio ripetere l'esperienza australiana.
Paura perchè sarò di nuovo sola.
Paura perchè non potrò stare seduta sugli allori e mi toccherà muovermi e rimettermi in gioco.
Paura perchè non so se andrà come vorrei che andasse o meno.
Ma sono a un punto fermo, di stallo. E devo muovere il culo.
Lo devo a me stessa. Perchè la vita è divenire e quando ci si ferma troppo come una cozza sugli scogli, non va bene.
Ho essenzialmente bisogno di calore umano, emotivo, affettivo.
Ho essenzialmente bisogno di qualcuno che mi incoraggi, che mi stia vicino, che creda in me.
Ho essenzialmente bisogno di trovare armonia e pace e serenità.
Ho essenzialmente bisogno di trovare un angolo di felicità.
Sto vagliando i quartieri di Roma, per capire dove trasferirmi.
Ho scelto la scuola, e ora sto facendo tutto quello che comporta questa decisione: organizzare un trasloco a lunga distanza.
Vorrei davvero essere in grinta, ma non lo sono ancora.
Complice il fatto che fisicamente non sto bene, che sono fortemente anemica, che mi sto disintossicando da tossine accumulate per colpa di farmaci antidolorifici.
So solo che non ho mai patito il caldo come ora.
E pensare che a gennaio, in Australia, ho vissuto giornate anche a 46 gradi con il 90% di umidità.
In confronto, questa estate, dovrebbe essere una passeggiata, eppure mi sento fiacchissima, non riesco a fare nulla, ho un sonno continuamente interrotto e disturbato dagli amici pelosi a quattrozampe e se cerco di recuperare alla mattina, vengo svegliata dalla telefonata di turno, da mia madre, da quella del piano di sopra.
Insomma, una vera disperazione.
Sono anche stanca di stare qui ferma immobile. Vorrei partire e concedermi qualche giorno di svago e diversivo. Ma con chi?
Il dove a questo giro neanche conterebbe più di tanto. E' proprio il fatto di non voler partire da sola per l'ennesima volta.
E quindi, non so ancora cosa accadrà, ma può essere che a breve, colta da immensa disperazione, io mi faccia uno zaino e prenoti a caso un biglietto aereo per smuovere il culo.
Si vedrà.
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