mercoledì 13 giugno 2012

Mi sento sporca, sporchissima. E' appena andato via il mio ragazzino. Una chiamata alle undici di sera. "vengo a farti un saluto veloce, ma un saluto veloce..." e invece il saluto veloce si è trasformato in una piccola unione di corpi...ma io con la testa ero lontana, lontanissima...sessualmente parlando si, è appagante, mi piace, non c'è nulla da dire, ma, a dispetto di tutto quello che provavo l'anno scorso, non mi sentivo più in estasi e continuavo a pensare al mio piccolo falegname, umile, di poche pretese, che mi è stato vicinissimo nei momenti di stanchezza e crisi, che sopporta tutti i miei cambi di umore, che non pretende mai, che mi lascia andare e tornare, che c'è, sempre.
Ecco. Questa parola, esserci sempre, fa la differenza.
Perchè il mio piccolo falegname è una montagna e non la si schioda neanche a morire.
Ti lascia tutta la libertà del mondo, ti lascia volare, ti lascia andare lontano e aspetta paziente e silenzioso con le braccia aperte. Io continuo a dirmi che non è la persona per me, che probabilmente nella routine mi ucciderebbe l'anima perchè non sono fatta per stare troppo ferma, tranquilla, per correre sui binari sempre uguali, ma una cosa è sicura: nutro un affetto sincero e profondo e questa sera mi sono sentita sporca per "aver tradito" la sua fiducia...noi non siamo una coppia, ci stiamo solo frequentando...continuiamo a dire che siamo molto amici e che facciamo sesso e ci coccoliamo...eppure, mi sembra di averlo tradito...e lui, lui non se lo merita.
Il fatto è che io vorrei qualcosa che mi può dare lui e qualcosa che invece non mi può dare.
E quindi, quindi, in fin dei conti, mi accontento perchè so che poi avrò periodi di solitudine....

9 commenti:

  1. generalmente è meglio farsi scivolare le cose, direi.....

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  2. Sinceramente credo di essere in uno stato emozionale di confusione....sono in Italia e sto ribaltando casa di mia madre per lavori di ristrutturazione (e quindi cernita di cose da buttare, ricordi da buttare, oggetti da buttare, anni da dimenticare, sentimenti e persone da buttarsi alle spalle) e questo mi fa capire che la mia scelta di vita è stata uno zaino con delle macchine fotografiche, un paio di valige, e niente di materiale e tangibile come libri, cd, dvd, film...praticamente sto ripulendo la mente per imparare a viaggiare leggera, con un bagaglio minimo, con tutto stipato dentro a qualcosa di trasportabile e digitale (e ti giuro che rinunciare alla carta dei libri è qualcosa che mi ferisce dentro, è come violentare i miei occhi, le mie mani, il mio cervello)a tempo indeterminato, fino a quando non si sa, fino a quando troverò un posto preciso dove stanziarmi, da chiamare casa, un compagno, mura casalinghe da marcare e delimitare...e mi manca terribilmente un focolare, un posto tutto mio da arredare con la persona giusta, un posto dove invecchiare, vivere, riempire di ricordi, di oggetti che hanno significato e valore "sentimentale e umano"....e sto svalvolando perchè io so chi è la persona giusta per me, l'ho riconosciuta anni fa, ma questa persona non ne vuole sapere, e io non riesco a rassegnarmi...e allora faccio finta che potrei avere una vita di stabilità con il falegname o una vita di passione, dialogo e dolcezza con il mio ragazzino...e tornare in Italia è stato davvero deleterio...ho ribaltato il mio pavimento, dove poggiavano tutte le mie certezze e incertezze e mi sto trasformando come non mai in una manciata di settimane...non c'è n'è...ho bisogno della terra dei canguri, dove tutto è lontano, diverso, veloce, mutevole, dove non hai neanche il tempo di affezionarti alle persone, che queste sono già partite...

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    1. alla fine però la terra dei canguri pare tanto una fuga....

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  3. E invece è una rinascita, è riscoprirsi, è mettersi costantemente in gioco, è poter sperare di avere un futuro, qualcosa da costruire...o semplicemente un nuovo ciclo, dopo aver chiuso altri cerchi che duravano anni...

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    1. certo, tu lo hai messo in positivo, ma dici la stessa cosa che dico io. e andrebbe bene. a meno che non si guardi con troppa insistenza sul passato

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  4. ma purtroppo non si può non guardare al passato...intendo dire che dopo quasi un anno che sono stata via, tornare a casa e vedere amici che sono cambiati e anche no, che comunque tutto sembra come al solito, ma forse anche no, ti fa pensare e riflettere sulle scelte fatte...credo sia normale per me sentirmi ancora scombussolata...insomma, stiamo parlando di persone che hanno condiviso con me l'ultimo decennio come minimo e che comunque, nel bene e nel male, sono sempre state nella mia vita...è impossibile lasciarsi alle spalle tutto, d'improvviso, soprattutto se nel tutto ci sta anche molto di positivo....oh, poi magari io sono semplicemente sentimentale e tu invece razionale.

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  5. io sono cintura nera di razionalità

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