Sono a casa da due settimane e da due settimane mi sento fuori luogo più che mai...forse il mio cervello è in quello spazio indefinito, in quel limbo che si crea quando si impara una nuova lingua, ovvero sta dimenticando molte parole del vocabolario italiano perchè non più utilizzate e sta imparando molte parole del vocabolario inglese...risultato: non riesco ad esprimermi pienamente in nessuna delle due lingue.
Forse, in questa situazione di stallo, c'è anche la mia vita, ovvero avere degli amici a casa che però per certi versi non riconosco più, e non avere ancora amici importanti e determinanti sulla mia vita dall'altra parte del mondo.
Tutto questo è molto strano...è come se due dimensioni si sovrapponessero per un pezzo spazio temporale, condividendo solo una piccola superficie comune, mentre tutto il resto è spazio tempo a perdere.
Ho fatto un tuffo nel futuro, mi ci sono infilata senza prendere un respiro profondo, ma allo stesso tempo ho fatto un tuffo nel passato e ho visto cose che già sentivo essere accadute, ma che probabilmente avevo bisogno di sentirmi dire da una voce esterna alla mia.
Questa notte ho preso sonno talmente tardi che mi stava balenando l'idea di restare direttamente in piedi e di alzarmi presto, ma poi, qualcosa ha preso il sopravvento sulla mia mente e sul mio corpo e sono caduta in sonno profondo.
Era come sentirlo, era esattamente come quattro anni fa, quando al mattino lui mi inviava messaggi appena svegliato...mi svegliavo esattamente alcuni minuti prima che il telefono iniziasse a vibrare, conscia del fatto che lui mi pensasse...
Qualcuno mi ha detto che le mie percezioni si stanno riaprendo e la cosa un po' mi affascina e inquieta al momento stesso.
Ho già avuto queste esperienze e mi salgono ricordi del lontano 98, quando sentivo arrivare la presenza di Ale: era qualcosa di totalmente devastante, che mi lasciava spossata, con capogiri, che mi riduceva ad essere inerme e che mi faceva stare quasi male fisicamente.
Avvertivo il suo arrivo nello stesso luogo dove ero io mezz'ora prima e finchè rimanevo nello stesso luogo con lui, il mio fisico, o meglio le percezioni del mio fisico, si alteravano violentemente.
Avevo riconosciuto la sua essenza, ma la sua essenza si era trasformata nei mesi in energia violenta, negativa, aggressiva, quasi impudente e ne risentivo tutti gli effetti su di me, come cassa di risonanza che assorbe e rilascia vibrazioni.
Con lui, con il mio suonatore di violino, non sono mai state sensazioni negative, di distruzione o di angoscia, ma semmai di profonda inquietudine.
Sentivo ciò che lo tormentava dentro, sentivo l'irrequietudine e i sensi di colpa, sentivo il rumore dei suoi mille pensieri e il rumore della lotta interiore che provava.
L'ultima volta che mi scrisse mi svegliai esattamente qualche minuto prima di ricevere quel messaggio...
Questa notte, ancora una volta, ho provato quel senso di unione mentale e ho sentito la sua energia avvicinarsi...ho sentito il rumore dei suoi pensieri, ho sentito la sua vibrazione, e forse è per questo che non sono riuscita a prendere sonno nonostante la stanchezza profonda dei lavori svolti negli ultimi giorni.
Qualcuno potrebbe non crederci, essere scettico, ma la prova di tutto ciò è che la mia pelosa a 4 zampe, il mio setter irlandese rosso fuoco, ha provato la stessa inquietudine e così, in queste notti ma soprattutto l'ultima notte, è stata sveglia e attiva fino a quasi le sei del mattino.
Non è da lei voler uscire di notte in giardino, iniziare a fare avanti e indietro per la stanza in cerca di una via di uscita.
Di notte, una volta che è a cuccia nel suo ronfo o in camera mia, dorme beatamente.
E invece l'ho osservata attentamente: ha fatto fatica a prendere sonno, ha fatto sogni confusi e agitati, di breve durata e molto intensi e si è svegliata con la necessità di dover uscire in giardino, come se dovesse cercare e trovare qualcosa in arrivo.
Il mio ragazzino invece ha innalzato un muro solidissimo attorno a sè e dopo sabato scorso non ho più e dico più percepito la sua energia.
Mi manca, anche lui, moltissimo, e non solo per il sesso o le coccole o gli abbracci: mi manca perchè abbiamo un dono magnifico, quello di parlare, di ascoltarci a vicenda e di star bene.
Mi manca terribilmente e non pensavo che quello sguardo, quel saluto, quell'occhiata mi ferisse così tanto...avrei voluto gridargli: sei uno stronzo, non capisci nulla, che cazzo la porti qui, a casa mia, in una serata che dovrebbe essere tua, mia, nostra...quando capirai che lei non è la persona giusta per te, quando capirai che con lei sei limitato, obbligato, frustrato, in catene?
Ma ormai ho smesso di dirgli queste cose. E' più di un anno che a fasi altalenanti parliamo della sua situazione e negli ultimi mesi ho smesso di cercare di convincerlo: è un sadomasochista che non ha fiducia in se stesso, nel suo potenziale, nelle sue capacità, nel suo cervello, nella sua essenza.
E questa sua sfiducia totale lo tiene incatenato come un ancora con una nave, come la catena che lega collare e cuccia di un cane, come una mongolfiera carica di zavorra.
E quella persona li è la zavorra più pesante che lui potesse trovare e cercare e mettersi sulle spalle da sempre.
E io non lo so cosa sono per lui, ma so che non voglio essere o diventare zavorra.
Ho imparato anni fa e sto affinando l'abilità di ripulire i pensieri, di prendere coscenza di me e delle mie capacità, sto imparando a fidarmi di me stessa e di ciò che posso fare perchè so benissimo che ho la grinta, la determinazione, le capacità ed abilità per aspirare ad esperienze appaganti e complete.
Il mondo delle percezioni è così immenso che vorrei potermi avvicinare sempre di più alla comprensione di fenomeni quantistici che interi studiosi stanno affrontando da una vita intera.
E ancora in questo momento mi sento libro aperto pronto ad assorbire conoscenza, informazioni, nozioni per poi rielaborarle con l'esperienza del vissuto quotidiano.
Non ho ancora chiaro il mio percorso di crescita personale, ma so che ogni gradino che ho superato è stato essenziale perchè dentro di me c'era già tutta la conoscenza ma era assopita e andava risvegliata.
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