E così è tempo di chiudere con il passato, con il mio suonatore di violino, con un idea intangibile che si è formata nella mia mente, con uno stereotipo di uomo ideale, di relazione ideale, di amore impossibile, fatto di passione, di andate e ritorni e di molta follia.
E così è tempo di andare molto più avanti, di liberare la mente definitivamente, di cercare altro, di riuscire a vedere altro, di volere altro, di sapersi accettare per quello che si è e di capire che si puù essere accettati con tutti i limiti e i difetti.
E il mio ragazzino, a sua insaputa, mi sta insegnando così tante cose, che ne rimarrebbe basito.
E invece parlare con lui è uno dei doni più preziosi che il destino mi abbia riserbato.
Non so se avremo mai un futuro fatto di cose comuni, come una relazione e piccoli gesti quotidiani.
So solo che lui è dentro di me più di ogni altro amante che ho avuto nel passato, e anche se sta con un altra ragazza che non mi piace, non sento questa grande "mancanza" o necessità di territorialità.
Forse mi sto illudendo, ma credo di "ottenere" più io dell'altra ragazza.
Dovrei dispiacermene, ma così non è.
Io sto bene, so che lui è presente nella mia vita e non ha intenzione di sparire.
E questo è tutto ciò che mi basta per essere serena.
Lui, lui, infondo, è un'anima speciale.
Lui è quella persona che riesce a sciogliermi più della neve al sole.
Lui è quella persona che riesce a trasformarmi in sorella, amante, madre, puttana, suora, guerriera.
Lui è riuscito a vedere tutte le maschere che indosso, in ogni situazione.
Lui è.
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