C'è questo senso di vuoto e di solitudine che non mi molla e non mi lascia neanche quando dormo.
Continuo a pensare e ripensare se sia stata la scelta giusta venire fin qui.
Purtroppo io ho bisogno degli affetti. Senza amicizia, senza amore, senza relazioni interpersonali, non riesco a vivere. Per me rappresentano la benzina che permette al motore di funzionare e io, in questo momento, sono un carro armato senza quasi più benzina.
Sono talmente stanca della solitudine che parlerei anche ai muri.
Ho superato tutte le prove che dovevo superare: sono stata capace di migliorare notevolmente il mio inglese in solo sei mesi, sono stata capace di comprarmi una vespa, di assicurarla, di pagare le tasse di circolazione, di farle la manutenzione.
Sono sempre stata capace di badare a me stessa, cucinando cibi abbastanza salutari e sono anche stata capace di supportare chi aveva bisogno.
Il problema è che non mi sento a mio agio. Non riesco ad integrarmi con altre persone. Tutto troppo sfuggevole e superficiale, tutto troppo alla giornata, tutto troppo senza pensare al futuro.
Mi sento così stanca che vorrei anche mollare il corso che sto facendo per fare i bagagli e partire immediatamente.
Quanto vorrei poter abbracciare tutti e uccidere letteralmente le persone che amo di baci e abbracci, di coccole e carezze.
Perchè a volte vorrei prenderli dalle immagini dei miei sogni e trasformarli in realtà.
Ho un cuore che batte e che va a mille all'ora. Ho un potere dentro di me che è inesauribile se alimentato con chi mi ama e con chi amo.
Ora come ora mi sento una persona fra tante, senza identità, senza peculiarità, senza caratteristiche particolari.
E quando scrivo quello che ho dentro, davvero, è come se un intera parte dell'antartica si sciogliesse dentro di me per colare lacrime sul viso.
E forse ho fatto finta che tutto andasse bene per troppo tempo, determinata a raggiungere i miei traguardi senza ascoltare il mio cuore, la mia mente, il mio spirito.
Ho questa cosa che chiamo passione, che uso in tutto quello che faccio e che a volte mi fa scoppiare come una pentola a pressione.
Ma negli ultimi giorni mi sento davvero demotivata, senza più voglia di continuare a remare in una direzione opposta a quella presso cui corrono tutti i miei pensieri.
Da una parte un grande sogno, dall'altra parte la necessità che ho sempre e sempre avuto di volere una casa, un compagno, una famiglia (e non per forza di cose con dei figli), una vita serena di piccoli gesti quotidiani.
Svegliarsi al mattino e fare colazione, ritrovarsi alla sera e cenare ridendo.
Le gite, i viaggi, la condivisione....
Ho un cuore che batte e pulsa e che spurga letteralmente sangue.
Pochi mesi fa una ragazza coreana mi ha detto che ho un grande, grandissimo cuore, che non sarò mai felice nel mio paese natio, che si, incontrerò l'amore, ma che lui non sarà una gran bella persona...a volte mi chiedo e domando se abbia ragione.
A volte mi chiedo e domando se mai qualcuno si sia accorto delle mie qualità.
A volte mi domando se mai e poi mai troverò quel senso di pace che cerco da sempre, combattuta tra la necessità di una stabilità e la voglia di uscire nel mondo ad esplorare e ad annusare la vita.
Perchè è di questo che parliamo: trovare dei compromessi, essere sereni, essere felici, non fuggire da niente e da nessuno, riuscire a dare il meglio di se in ogni campo, affettivo, lavorativo, sociale.
E mi rendo conto di quanto la mia generazione sia fragile e inconclusionista e di come i nostri genitori invece abbiano avuto meno possibilità, ma di come se le siano godute fino alla fine.
E vorrei un abbraccio, un sorriso, sapere di contare e di rendere fiero qualcuno per ciò che faccio, dico, esperimento.
E sta sera mi ritiro nel mio letto (un materasso di 4 mano poggiato a terra) e magari mi concedo il lusso di qualche lettura italiana che fa bene al cuore e alla mente. E magari cerco di cancellare le paranoie dalla mia mente.
E magari cerco un punto di stabilità per continuare questa mia esperienza.
Amare ciò che si vuol fare e credere di poter fare quel percorso non significa poi esserne capaci.
E io forse non ne sono mentalmente e spiritualmente capace.
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